Il vice procuratore Todd Blanche e, per estensione, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ha fatto sapere che aprirà un’indagine federale sul rispetto dei diritti civili in merito all’omicidio di Alex Pretti, ucciso sabato 24 gennaio da due agenti dell’ICE, nel corso di una protesta contro le politiche anti-immigrazione volute da Donald Trump. A guidarla sarà l’FBI, che dovrà ricostruire cosa accadde il giorno dell’uccisione dell’infermiere e nelle settimane precedenti.
Si tratta di un significativo cambiamento di approccio: finora, infatti, il governo aveva trattato il caso in maniera superficiale, com’era accaduto riguardo alla morte di Renee Nicole Good, uccisa con tre colpi d’arma da fuoco esplosi da un’agente federale. Nei giorni scorsi l’amministrazione Trump si era limitata a rendere nota un’indagine da parte del Dipartimento della Sicurezza interna, che gestisce anche l’ICE, per verificare il rispetto delle procedure operative da parte dei militari. Questa è una tipologia che si concentra solo sugli aspetti tecnici, e che difficilmente prevede la possibilità di incriminazioni federali.
Alex Pretti non stava brandendo nessuna pistola al momento della sua uccisione
Nei giorni scorsi, le principali testate statunitensi hanno pubblicato i risultati di un’indagine preliminare condotta dalla Customs and Border Protection (CBP), dalla quale è emerso che, a sparare ad Alex Pretti, a Minneapolis, sarebbero stati due agenti, e non uno, come si pensava inizialmente. Nel rapporto non si fa menzione delle affermazioni iniziali del Dipartimento di Sicurezza Nazionale, secondo cui Pretti voleva «massacrare le forze dell’ordine», che avrebbero quindi aperto il fuoco per autodifesa. La segretaria per la Sicurezza nazionale Kristi Noem aveva rincarato la dose, sostenendo che l’uomo stesse brandendo una pistola, prima di essere colpito: dichiarazioni che i video girati dai testimoni avevano contraddetto.
Diversi filmati, al contrario, mostrano gli agenti che colpire violentemente Pretti a terra, dopo che quest’ultimo aveva provato a difendere una manifestante, spintonata da un militare. A quel punto i membri dell’ICE lo fanno mettere in ginocchio, lo afferrano per le gambe e poi lo spingono sulla schiena per atterrarlo, sparando quando lui era già immobilizzato.
Federica Checchia





