Liam Conejo Ramos, il bambino di cinque anni protagonista di un arresto che ha sconvolto l’opinione pubblica, ha finalmente lasciato il centro di detenzione per immigrati in Texas. Liam e suo padre Adrian hanno avuto la possibilità di tornare nella loro casa a Minneapolis dopo una settimana di reclusione grazie all’intervento del giudice federale Fred Biery. È stato quest’ultimo, infatti, a firmare un’ordinanza severissima contro le attuali politiche degli Stati Uniti.

Padre e figlio hanno diritto a restare negli Stati Uniti

Il magistrato che ha disposto la scarcerazione ha condannato aspramente “l’ignoranza del governo” nei confronti della Dichiarazione d’Indipendenza. Il caso si è diffuso con rapidità, specie quando hanno iniziato a circolare le immagini dell’arresto. La visione del piccolo Liam, con il suo zainetto di Spider-Man e un cappellino da coniglio circondato dalle uniformi dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), ha generato un’indignazione generalizzata a causa della repressione migratoria.

Adrian Conejo Arias, originario dell’Ecuador, ha dichiarato di cercare protezione per la sua famiglia, aggiungendo: “Sono qui perché ho paura di tornare nel mio Paese”. Il governo federale ha cercato di far valere le proprie azioni sostenendo che fossero entrati illegalmente negli USA. Tuttavia, l’avvocato della famiglia mostra il contrario. Adrian, infatti, possiede una richiesta di asilo pendente, pertanto ha tutto il diritto di restare regolarmente sul suolo americano.

La resistenza contro la repressione dell’ICE continua

Il caso di Liam, pur avendo avuto un risvolto positivo, non segna la fine della repressione. Secondo quanto riportato da Euronews, alcuni media statunitensi (tra cui il New York Times e la CBS) hanno parlato di una nota emessa questa settimana che rischia di aggravare il bilancio generale. Anche gli agenti di livello inferiore, infatti, possono arrestare senza mandato chiunque sia sospettato di documenti irregolari. Le proteste contro l’ICE, specie dopo alcuni tragici episodi che hanno coinvolto Renee Good e Alex Pretti, non sembrano sortire alcun effetto. Malgrado Minneapolis si stia trasformando in un simbolo di resistenza, la repressione non accenna a diminuire.

Stefania Cirillo