La Malesia, a causa di uno “tsunami” di rifiuti elettronici, ha dovuto annunciare il divieto totale e immediato di importazione. Il Paese, come hanno dichiarato, non può essere e non sarà più una “discarica” per il resto del mondo. Pertanto, la Commissione malese ha diramato un annuncio in cui afferma che l’e-waste sarà riclassificati nella categoria a “divieto assoluto”.

Rifiuti elettronici: un problema per la salute e l’ambiente

La presa di posizione della Malesia è stata necessaria. Tra le milioni di tonnellate di rifiuti elettronici che lasciano gli USA, una percentuale elevata viene destinata al sud-est asiatico. Tra tutte, la Malesia si è trasformata improvvisamente nella “mecca dei rifiuti”. È stato fondamentale, quindi, eliminare il potere decisionale attribuito al Dipartimento dell’Ambiente di concedere deroghe per l’importazione di alcune tipologie di e-waste. Come comunicato da Azam Baki, il capo della MACC (Malaysian Anti-Corruption Commission), ha dichiarato: “L’e-waste non sarà più consentito”. Ha, poi, garantito che saranno effettuate “azioni di controllo rigorose e coordinate” per evitare qualsivoglia importazione illegale. Il Ministro dell’Interno, in un post sui social, ha evidenziato la pericolosità dei rifiuti elettronici, definendo l’e-waste non solo spazzatura, “ma una grave minaccia per l’ambiente, la salute delle persone e la sicurezza nazionale”.

Il divieto è arrivato in un momento estremamente delicato, proprio durante un’indagine per corruzione condotta dalle autorità. La MACC, soltanto settimana scorsa, ha fermato e posto in custodia cautelare il direttore generale del Dipartimento dell’Ambiente e il suo vice, entrambi accusati di abuso di potere e corruzione sulla supervisione dei rifiuti elettronici. Inoltre, le autorità hanno congelato conti bancari e sequestrato denaro legato al caso, così come riportato da Euronews. La preoccupazione delle autorità è tutt’altro che infondata. Come indicato da Consulcesi.it, la gestione dei rifiuti elettronici è lunga, complessa e inquinante. La produzione di sostanze tossiche, l’emissione di gas serra, la diffusione di metalli pesanti, la difficoltà nello smaltimento e la perdita di risorse preziose rappresentano i fattori principali che mettono la Malesia in una posizione ostica. Inoltre, la quantità di e-waste è così elevata che lo smaltimento, già di per sé lungo, diventa ingestibile.

Stefania Cirillo