Il ritorno di Harry Styles, dopo oltre due anni di assenza, è senza dubbio uno dei più attesi del 2026. Il suo quarto album da solista, Kiss All The Time. Disco, Occasionally, uscirà il prossimo sei marzo, ed è stato anticipato dal singolo di traino Aperture, già in vetta alle classifiche. Parallelamente, l’ex One Direction ha annunciato anche il tour internazionale Together, Together, sviluppato in una serie di residency in diverse città del mondo.

I prezzi proibitivi del tour di Harry Styles

Di seguito, tutte le date già annunciate del tour.

  • Amsterdam, Paesi Bassi (Johan Cruijff Arena): 16, 17, 20, 22, 23, 26 maggio 2026
  • Londra, Regno Unito (Wembley Stadium): 12, 13, 17, 19, 20, 23 giugno 2026
  • San Paolo, Brasile (Estadio MorumBIS): 17, 18 luglio 2026
  • Città del Messico, Messico (Estadio GNP Seguros): 31 luglio, 1 agosto 2026
  • New York, USA (Madison Square Garden): 26, 28, 29 agosto; 2, 4, 5, 9, 11, 12, 16, 18, 19, 23, 25, 26, 30 settembre; 2, 3, 7, 9, 10, 14, 16, 17, 21, 23, 24, 28, 30, 31 ottobre 2026
  • Melbourne, Australia (Marvel Stadium): 27, 28 novembre 2026
  • Sydney, Australia (Accor Stadium): 12, 13 dicembre 2026

La gioia dei fan all’idea di poter rivedere il loro beniamino esibirsi dal vivo si è trasformata ben presto in disperazione e rabbia, dopo aver visto i prezzi dei biglietti della tournée. In molti hanno criticato Styles e gli organizzatori, accusandoli di aver reso inaccessibile a molti l’evento, a causa dei costi proibitivi. Persino il suo ex compagno di band, Zayn Malik, non ha potuto trattenersi dal lanciare una piccola frecciatina alla popstar, durante un’esibizione di qualche giorno fa. «Voglio solo dire un grandissimo grazie a ognuno di voi per essere qui stasera. Spero che i prezzi dei biglietti non fossero troppo alti. Così, per dire», sono state le sue parole.

La decisione “folle” dei fan: vendere il sangue

L’enorme fandom del cantautore inglese, comunque, non sembra essere intenzionato a rassegnarso, e le sta tentando tutte per assicurarsi un posto in prima fila (ma anche un po’ più lontano dal palco). Qualcuno, però, sta decisamente superando il limite del buonsenso. Una fan, ad esempio, ha raccontato a Rolling Stone che venderà plasma finché non potrà permettersi due biglietti e il biglietto aereo per New York.

Una studentessa ha iniziato a fare lo stesso, nonostante la sua paura degli aghi. Guadagna novanta dollari a donazione, e in più ha iniziato a fare ripetizioni e a lavorare part-time alla reception di un club di nuoto durante le vacanze scolastiche, per cercare di mettere da parte la somma necessaria per coronare il proprio sogno. «Ho il terrore degli aghi, ed ero così spaventata», ha affermato, «Mentre ero seduta, ho avuto dei ripensamenti. Tipo, “Cosa sto facendo?”. Voglio solo vedere uno dei miei artisti preferiti. Non dovremmo fare tutto questo solo per permetterci i biglietti per una sera».

Nonostante non abbia ancora commentato le critiche ricevute, né le strategie estreme dei suoi ammiratori, sicuramente Harry Styles non è contento di sapere cosa questi siano disposti a fare pur di vederlo in carne e ossa. Questi casi-limite, tuttavia, dovrebbero aprire gli occhi dell’industria musicale, che -ormai da troppo tempo- sembra non voler più tener conto delle risorse economiche a disposizione di chi, in forndo, fa girare il mercato discografico: gli ascoltatori.

Federica Checchia