La Thailandia sta attraversando una profonda instabilità politica che coinvolge l’establishment conservatore/militare e i partiti progressisti. Nonostante questi ultimi rappresentino il movimento più quotato dalla popolazione, raramente hanno avuto la possibilità di poter governare. L’establishment conservatore, infatti, è riuscito in ogni occasione a prevenire il loro arrivo al potere attraverso colpi di stato, manovre politiche e sentenze giudiziarie.
I sondaggi parlano chiaro, ma nulla è certo
L’esito delle elezioni, svoltesi anticipatamente oggi 8 febbraio, mostrano una predominanza del Partito Popolare, progressista e riformista. È riuscito a ottenere, infatti, il primo posto nei sondaggi con il 35% dei consensi. I cittadini sembrano essere favorevoli alle oltre 200 politiche proposte. Le suddette prevedono l’abolizione della coscrizione militare, la stesura di una nuova costituzione democratica e la riforma della burocrazia. Inoltre, il partito ha proposto anche il lancio di programmi sostenuti dallo Stato per supportare le piccole imprese. Tuttavia, è prevedibile che verrà confermato il primo ministro uscente, Anutin Charnvirakul, appartenente al partito conservatore Bhumjaithai. Malgrado abbia raggiunto il 16% dei consensi, il supporto dall’establishment potrebbe consentirgli di ottenere una coalizione di governo.
Il Partito Popolare e quello Bhumjaithai non sono gli unici partiti presenti in scena. Ve n’è un altro: il Pheu Thai, di formazione populista e centrista. I sondaggi mostrano, per questi ultimi, un consenso del 21%. Il Pheu Thai, appartenente a una delle famiglie più ricche della Thailandia, si è posta a capo degli schieramenti anti-establishment, entrando in conflitto con il governo. Nel 2001, inoltre, Thaksin Shinawatra riuscì a vincere le elezioni ma, a causa di un colpo di stato militare, il suo governo venne rovesciato.
Successivamente, la sorella Yingluck venne eletta nel 2011, ma le toccò lo stesso destino nel 2014. Anche la figlia di Thaksin, Paetongtarn Shinawatra, ebbe vita breve come prima ministra. Il suo incarico, infatti, durò dal 2024 al 2025. A seguito di una telefonata ritenuta poco appropriata con l’ex primo ministro della Cambogia, venne sollevata dal suo incarico. Ad oggi, il candidato primo ministro del partito è Yodchanan Wongsawat, nipote di Thaksin.
Stefania Cirillo





