Ghislaine Maxwell, storica collaboratrice ed ex compagna di Jeffrey Epstein, si è rifiutata di rispondere alle domande della Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti durante una deposizione tenutasi lunedì, avvalendosi dei diritti garantiti dal Quinto Emendamento della Costituzione americana.
Ghislaine Maxwell si è avvalsa del Quinto Emendamento – “I plead the Fifth” – per evitare l’auto-incriminazione durante la sua deposizione lunedì davanti a una Commissione del Congresso. E ne ha di scheletri nell’armadio, e crimini, e nomi di potenti da proteggere, la Maxwell, ex compagna e storica complice del più efferato predatore sessuale d’America, Jeffrey Epstein. La donna, che oggi ha 64 anni, si è così appellata al quinto emendamento: “Invoco il mio diritto al silenzio”, ha risposto per più di dieci volte in videoconferenza da una stanza della sua prigione in Texas.
L’avvocato di Maxwell, David Oscar Markus, ha dichiarato in una nota inviata alla commissione che la sua assistita è “pronta a parlare in modo completo e veritiero” se le verrà concessa la clemenza dal presidente Trump. Markus ha aggiunto che sia il presidente in carica sia l’ex presidente Clinton sarebbero “innocenti rispetto a qualsiasi illecito”, sostenendo che solo Maxwell potrebbe spiegare il contesto dei loro rapporti con Epstein e che “l’opinione pubblica ha diritto a saperlo”.
La richiesta di clemenza è stata però respinta trasversalmente da repubblicani e democratici.
Se dovesse ricevere la grazia, la signora Maxwell sarebbe pronta, tra le altre cose, a testimoniare che «il presidente Trump e il presidente Clinton sono innocenti di qualsiasi illecito», ha affermato il suo avvocato. «Solo la signora Maxwell può spiegare il perché, e il pubblico ha diritto a tale spiegazione», ha aggiunto Markus. E chiamando in causa sia il presidente repubblicano che l’ex presidente democratico, sembra lanciare un’esca per chiudere lo scandalo in cambio della grazia. Trump e Clinton hanno avuto legami con Epstein, ma entrambi sostengono di aver rotto con lui prima della sua morte in prigione. E di non essere stati a conoscenza dei suoi crimini sessuali. Maxwell sta cercando di far passare il messaggio che «il suo silenzio può essere comprato con la grazia», ha affermato la parlamentare democratica Melanie Stansbury, che ritiene che questo messaggio sia rivolto «direttamente a Trump».
Gli Epstein files stanno provocando un terremoto anche nel Regno Unito, per presunti coinvolgimenti dell’ex principe Andrea nello scandalo. Ieri per la prima volta William e Kate Middleton hanno affermato di essere “profondamente preoccupati”, in una nota ufficiale, seguita subito dopo da un comunicato di Buckingham Palace in cui si ricorda come Re Carlo abbia già “mostrato la profonda preoccupazione”, attraverso azioni “senza precedenti”, sulla situazione del fratello, già privato dei titoli reali e costretto ad un trasferimento repentino nel Norfolk. Il sovrano si è anche detto pronto a dare sostegno alla polizia britannica incaricata di valutare l’eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali cheAndrea avrebbe condiviso con Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia.





