Mercoledì Pam Bondi era stata chiamata a testimoniare davanti alla Camera, perché la legge assegna al Congresso la supervisione delle attività condotte dal governo. Nel caso del finanziere pedofilo, il Parlamento ha approvato a larga maggioranza l’Epstein Files Transparency Act, una legge che obbliga l’esecutivo a pubblicare tutti i documenti del caso in suo possesso, finora tenuti segreti. Da lunedì scorso i membri del Congresso hanno ottenuto l’accesso alle carte ancora censurate, potendo così guardare gli omissis e i nomi cancellati dei frequentatori e amici di Jeffrey, che riescono a consultare attraverso un computer messo a disposizione dal dipartimento alla Giustizia.
L’audizione di mercoledì serviva tra le altre cose a verificare come il governo sta applicando l’Epstein Files Transparency Act e Bondi si è presentata con una cartellina di documenti, un promemoria che non è inusuale utilizzare in simili occasioni. I fotografi presenti in aula però hanno ripreso una pagina mentre la segretaria la consultava, rivelandone così il contenuto. Il “burn book”, come viene chiamato in gergo, conteneva informazioni dettagliate su cosa i singoli deputati avevano cercato, quando si erano presentati al dipartimento per visionare le carte finalmente desecretate. Un diagramma nella pagina tenuta in mano da Bondi durante l’audizione mostrava i documenti visionati dalla deputata democratica Pramila Jaypal, intitolato appunto «Pramila Jaypal Search History».

L’obiettivo non erano solo i democratici, perché anche la repubblicana della South Carolina Nancy Mace ha confermato sui social di essere stata tracciata. Raskin allora ha chiesto di aprire un’indagine: «È indegno che il dipartimento alla Giustizia stia monitorando le azioni investigative intraprese dai parlamentari per assicurarsi che rispetti l’Epstein File Transparency Act, e utilizzi queste informazioni per gli scopi polemici e imbarazzanti della segretaria. Deve immediatamente cessare di tracciare le ricerche dei membri».
A confermare che il tracciamento riguardi anche le ricerche specifiche e stata la deputata repubblicana Nancy Mace, che in un post su X ha affermato di aver verificato personalmente il sistema utilizzato dal Dipartimento: Si. Confermo. Il Dipartimento di Giustizia sta tracciando i documenti relativi a Epstein che i membri del Congresso cercano, aprono e consultano. Oggi sono riuscita a muovermi all’interno del sistema e non rivelero come ne la natura del metodo; ma ho confermato che il DOJ sta ETICHETTANDO TUTTI I DOCUMENTI che i membri del Congresso cercano, aprono e consultano. In base al modo in cui ho effettuato questa verifica, a questo tracciamento sono associati dei timestamp





