Adesso, in seguito a una circolare del Viminale del 5 febbraio, i poliziotti potranno girare con armi private e cariche anche fuori dal servizio. Questo conferirebbe la facoltà a circa 400 mila operatori delle forze dell’ordine di acquistare e trasportare, perfino senza licenza, un’arma anche quando non stanno lavorando. Una decisione che, tuttavia, viene criticata dalle stesse forze dell’ordine.

I poliziotti e le armi private: come funziona?

Come accennato, è stata una circolare del Viminale a rendere immediatamente applicabile l’articolo 28 del decreto-legge Sicurezza. Le limitazioni stabilite in passato ,che conferivano solo a figure specifiche o in possesso di qualifica di pubblica sicurezza il possesso di armi private, ora sono superate. Attualmente sarà sufficiente mostrare il tesserino professionale in armeria per effettuare l’acquisto, dichiarandolo poi entro le 72 ore all’Autorità di pubblica sicurezza. Dopo aver atteso che la misura venisse sbloccata da una circolare del dipartimento di Pubblica sicurezza, veniamo a conoscenza delle prime indicazioni.

“Il citato articolo 28 dispone una rilevante innovazione in tema di porto d’armi senza licenza a favore degli agenti di pubblica sicurezza. La necessità per gli agenti di dimostrare il bisogno di portare fuori servizio armi diverse da quelle di cui sono già dotati viene superata dalla presunzione legale dell’esigenza di autotutela”, riporta il documento. Ora, infatti, un agente di polizia non dovrà più seguire l’iter di un normale cittadino.

Potrà invece acquistarla e usarla fuori dal servizio. In questo contesto si dà per scontato che un agente di pubblica sicurezza corra dei rischi a causa del lavoro che svolge. Successivamente, spiega che “il porto fuori servizio di un’arma diversa da quella di ordinanza è stato concepito sia in termini di autotutela degli operatori, che di rafforzamento della loro capacità operativa”. Numerosi agenti di polizia hanno evidenziato come questo possa avere ripercussioni sulla violenza domestica. Aggiunge, poi, che il porto fuori servizio di un’arma diversa da quella di ordinanza è stato concepito in termini di autotutela degli operatori: in questo modo consente loro di poter essere più operativi.

Stefania Cirillo