Dopo pressioni da parte di imprese e governi (come Stati Uniti e Qatar), i Paesi dell’Unione europea hanno ufficialmente allentato le norme che impongono alle imprese di affrontare i rischi ambientali e quelli relativi ai diritti umani nelle loro catene di fornitura.
UE allenta norme sulla sostenibilità della moda

Infatti gli stessi ministri dell’UE, durante una riunione nella sede, hanno deciso di cambiare le norme che riguardano tantissime imprese attualmente soggette. Infatti, i governi dell’UE e il Parlamento europeo hanno negoziato gli emendamenti già lo scorso anno, non senza critiche. Per questo alcuni settori sostenevano che la burocrazia e la rigida regolamentazione dell’UE avrebbero potuto ostacolare la competitività rispetto ai rivali stranieri. Norme più blande hanno, invece, creato disapprovazione degli ambientalisti e di alcuni investitori, che sostengono che in questo modo sarà più difficile individuare le imprese realmente sostenibili.
In ogni caso, considerate queste modifiche, l’UE limiterà la direttiva sul dovere di diligenza in materia di sostenibilità aziendale (CSDDD) alle sole società più grandi dell’UE. Si tratta di quelle con più di 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari) di fatturato annuo. Queste stesse norme si applicheranno poi anche alle imprese straniere il cui fatturato nell’UE supera tale soglia. In caso di violazione, comunque, potrebbero incorrere in sanzioni fino al 3% del fatturato netto globale.
Marianna Soru





