Sanremo è quella settimana dell’anno in cui anche chi dice “io guardo solo per le canzoni” finisce a zoomare sugli orli, a cercare il nome dello stylist e a fare detective work sulle scarpe. La prima serata dell’edizione 2026 è partita con un mood chiarissimo: meno “abito da cerimonia”, più “personaggio”, perché ormai sul palco non basta essere belli, serve essere riconoscibili in tre secondi netti. E se la musica è l’evento, la moda è la lingua parallela con cui questi artisti stanno parlando, soprattutto alla Gen Z: identità, ironia, armature emotive, micro-provocazioni e dettagli pensati per diventare clip su TikTok. Il nostro preferito? Michele Bravi
Le pagelle look della prima serata di Sanremo 2026: i look che per noi hanno già vinto (e quelli che ci hanno fatto alzare un sopracciglio)
Ditonellapiaga ha capito una cosa che a Sanremo spesso sfugge: l’immagine deve sembrare nevitabile. Per la prima serata ha scelto un look custom firmato Dsquared2, completato da scarpe Casadei, con styling curato da Lorenzo Oddo. Il punto non è solo l’estetica (che funziona perché è volutamente anti-simmetrica, anti-graziosa, anti “festivaliera”), ma la vibe: sembra uscita da un backstage vero, ci ha ricordato un po’ la Charli XCX pre Brat.
Michele Bravi: romanticismo sartoriale che non fa cosplay
Michele Bravi gioca con l’eleganza, un po’ uscito da una puntata di Sailor Moon nelle vesti di Marzio, o da una puntata di Bridgerton. Per questa prima serata è stato visto in Antonio Marras, con styling firmato Susanna Ausoni. È un look che funziona perché non punta al “wow” immediato, ma al dettaglio: texture, proporzioni, quel senso di mondo addosso che Marras sa dare quando non scivola nel teatrale gratuito.
Serena Brancale: rebrand riuscito, finalmente
Serena Brancale quest’anno sta facendo un glow up di direzione, non solo di outfit: più coerente con il suo spirito jazz, più pulita, più centrata, con una vibe decisamente più adulta, ma non “seriosa”.
Arisa: la promessa di un’Arisa “nuova”, e si vede
Qui c’è da tenere d’occhio la traiettoria: Arisa è seguita dalla stylist Rebecca Baglini con l’abito bianco ricamato con perline con spalline sottili e scollatura quadrata, custom Des Phemmes. (dettagli e accessori che l’hanno resa super “editorial”, non caricaturale).
Dargen D’Amico: quando il pigiama diventa statement
Dargen continua a fare Dargen, cioè: trasformare l’anti-look in look. Anche lui seguito da Rebecca Baglini, con un’impostazione che richiama il suo “non mi vesto, mi manifesto”. E funziona perché a Sanremo la coerenza è più rara delle lenti a contatto colorate.
Tommaso Paradiso porta a Sanremo il suo quiet luxury nostalgico
Tommaso Paradiso sale sul palco con quell’estetica che ormai è diventata la sua firma visiva: low profile ma studiata al millimetro, come il protagonista di un film indie ambientato in una Roma eterna e malinconica.





