Per Puma il 2026 è un anno di transizione: come ha affermato il ceo Arthur Hoeld, “Vogliamo portare il brand ad essere “uno dei primi tre marchi sportivi a livello globale, tornare a una crescita superiore alla media del settore e generare profitti consistenti nel medio termine”. Nella Borsa di Francoforte il titolo sale del 5%.

Puma afferma che il 2026 sarà un “anno di transizione”

Nelle prospettive per il 2026, infatti, il gruppo sportivo tedesco ha già stimato un calo delle vendite. Questo al netto degli effetti valutari, che è compreso tra il 5% e il 10% circa, con un risultato operativo compreso tra -50 e -150 milioni di euro. Invece gli investimenti previsti saranno di circa 200 milioni di euro. Per l’azienda il 2025 si è chiuso con un fatturato in calo dell’8,1% su base valutaria a 7,3 miliardi di euro (-13,1% reported): questi dati sono dovuti principalmente da iniziative di riorganizzazione strategica.

Invece per quanto riguarda il margine lordo, il dato è sceso di 260 punti base, al 45%. Le cause sono l’aumento delle promozioni all’ingrosso, le riserve di magazzino derivanti dalla riorganizzazione della distribuzione e gli effetti valutari. Diverso è il discorso della riduzione, leggermente in anticipo rispetto al piano. Per questo Puma prevede di tornare a un livello di scorte più normalizzato entro la fine del 2026. Infine, le linee di credito inutilizzate sono pari a 1,2 miliardi di euro.

Marianna Soru