Anche quest’anno il Sanremo Pride 2026, che si terrà l’11 aprile, si riconferma il primo Pride d’Italia. L’annuncio è arrivato da MIA Arcigay e Agedo Genova durante i giorni in cui la città era impegnata per il Festival musicale.
Sanremo Pride 2026, il primo d’Italia. Ma perché?
Le associazioni hanno ritenuto opportuno ribadire che «nei giorni in cui la città è al centro dell’attenzione per il Festival, le associazioni rilanciano un messaggio di continuità: la visibilità non è un appuntamento isolato, ma il risultato di un lavoro costante sul territorio, fatto di iniziative, ascolto e supporto». Un messaggio importante che evidenzia come l’evento non sia un caso isolato, bensì un lavoro continuativo. Eppure, perché parliamo del primo Pride d’Italia? Per comprenderlo bisogna tornare al 5 aprile 1972, quando si svolse la prima manifestazione pubblica in Italia per i diritti delle persone LGBT+, avvenuta proprio nella città ligure.
Proprio in quei giorni era in corso un congresso di sessuologia che definiva l’omosessualità un “comportamento deviante”. L’interruzione in sala, accompagnata da fischi e slogan, arrivò proprio da Fuori! (una delle prime associazioni del movimento di liberazione omosessuale italiano fondata nel 1971). Quell’evento diede vita a una prima spaccatura della repressione omosessuale. Quella manifestazione, pur essendo finita con degli arresti, segnò il primo momento di visibilità pubblica del movimento. Il Sanremo Pride 2026 di aprile non sarà unicamente una parata, ma una rivendicazione del luogo che è stato teatro dell’orgoglio e dei diritti. Tuttavia, l’evento non si limiterà unicamente alla giornata dell’11 aprile. La settimana che la precede, infatti, sarà costellata da numerosi programmi a partire dal 4 aprile.
Il programma, secondo quanto riportato da Gay.it, sarà ricco di eventi aperti a tutti, tra talk, momenti di dibattito, iniziative culturali e performance artistiche. Come sottolineato, non si tratta esclusivamente di festeggiamenti, ma anche di riflessione.
Stefania Cirillo





