Gli Stati Uniti e sei Paesi alleati del Golfo (Qatar, Arabia Saudita, Bahrein, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti) hanno rilasciato una dichiarazione congiunta contro gli attacchi dell’Iran, da loro definiti «un’escalation pericolosa». Questa mossa sembra in qualche modo far pensare che, se necessario, questi Stati possano intervenire a loro volta. I loro governi, infatti, hanno sottolineato il proprio diritto «all’autodifesa» in caso di conflitto. Nella nota si legge: «Prendere di mira i civili e Paesi non coinvolti nel conflitto è avventato e destabilizzante».
L’asse politico-militare tra le potenze sembra dunque piuttosto solido, in un momento di forte tensione in Medio Oriente. I Paesi del Golfo alleati di Washington stanno valutando la risposta militare contro l’Iran, come rifetito dall’emittente Al Jazeera, che cita anche il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, secondo il quale le azioni di Teheran «non possono restare senza una risposta».
Gli Stati Uniti e sei Paesi del Golfo si schierano contro l’Iran
I Paesi coinvolti hanno affermato che gli attacchi della Repubblica islamica rappresentano «una pericolosa escalation che viola la sovranità di molteplici stati e minaccia la stabilità regionale».
«Siamo uniti in difesa dei nostri cittadini, della sovranità e del territorio. Riaffermiamo il nostro diritto all’autodifesa di fronte a questi attacchi», ha riferito la coalizione. I Paesi del Golfo hanno elogiato l’efficace cooperazione nella difesa aerea e missilistica che «ha impedito perdite di vite umane e distruzioni ben maggiori». Hanno infine ribadito il loro impegno per la sicurezza regionale.
Federica Checchia





