IFranz Ferdinand su tutte le furie: il gruppo di Glasgow ha attaccato l’IDF per aver utilizzato il successo della band Take Me Out, in un nuovo video di propaganda.

Alex Kapranos e soci sono attualmente impegnati in un tour nel Regno Unito ed in Europa a supporto del loro settimo lavoro in studio, The Human Fear uscito lo scorso anno. I Franz Ferdinand hanno dato voce alla loro opinione politica da tempo, come quando nel 2016 avevano pubblicato il brano Demagogue prima della prima vittoria di Trump alle elezioni presidenziali, il cui testo includeva: “Those pussy-grabbing fingers won’t let go of me now(Quelle dita che mi afferrano la f**a non mi lasceranno più). Kapranos in seguito descrisse la vittoria del tycoon in quelle elezioni come un “incubo”.

Franz Ferdinand, la reazione di Alex Kapranos al video dell’IDF

Il 7 marzo il frontman ha parlato sulle Instagram stories dell’utilizzo della loro super hit del 2004 in un video delle IDF pubblicato lo stesso giorno. Il brano è riprodotto come sottofondo in un filmato che mostra aerei da combattimento ed esplosioni, mentre un soldato israeliano esalta i loro recenti attacchi aerei mortali in Iran. Le IDF hanno etichettato il post come: “Operazione Roaring Lion.” A fronte di questa pubblicazione, il leader della band ha scritto sul profilo social:

“Questi assassini guerrafondai usano la nostra musica senza il nostro consenso. Questo ci rende nauseati e furiosi. Piuttosto duro, vero? Per pavoneggiarsi e prendere ciò che non è loro con vile arroganza…” Il 28 febbraio, Israele e Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei congiunti in tutto l‘Iran, uccidendo il leader supremo del paese, l’Ayatollah Ali Khamenei, e prendendo di mira centinaia di altri siti militari e di leadership. Gli attacchi hanno provocato attacchi di ritorsione e la situazione minaccia ora di degenerare in una guerra più ampia. Israele ha etichettato gli attacchi iniziali come “Operazione Roaring Lion“, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che l’ha descritta come una campagna per “porre fine alla minaccia del regime di Ayatollah in Iran”.