Il conflitto in Medio Oriente non solo sposta l’assetto politico ed economico del mondo, ma esacerba gli animi degli esponenti più in vista dello spettacolo, contrari alla linea politica trumpiana, che capitana la guerra contro l’Iran. Ripercorriamo insieme i nomi dietro la petizione che da Hollywood fa eco in tutto il mondo, in questo periodo di forti sommosse popolari.

Da Lanthimos a Rivers: la petizione antibellica

Ricordiamo che la pubblicazione della lettera avviene mentre la campagna militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran entra nel suo undicesimo giorno di guerra. Siamo dunque in un contesto di crescente condanna internazionale per la natura unilaterale dell’operazione e le sue più ampie implicazioni per la stabilità regionale e globale.

I registi Yorgos Lanthimos, Mike Figgis e Ben Rivers si sono uniti a decine di artisti e accademici in una lettera aperta dai toni duri e concreti. Nella lettera si condanna la guerra congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e si sottolineano il diritto degli iraniani all’autodeterminazione. La lettera sta circolando negli ambienti cinematografici, artistici e accademici su entrambe le sponde dell’Atlantico.

E così recita: “Noi, un collettivo di artisti, operatori culturali e registi, pubblichiamo questa dichiarazione nella piena consapevolezza della nostra responsabilità storica ed etica di condannare inequivocabilmente la guerra, la violenza militare e ogni forma di intervento politico e militare”.

Gli altri firmatari

Tra gli altri firmatari figurano il regista statunitense Jem Cohen ( Little, Big, and Far ); la regista britannica Andrea Zimmerman ( Here for Life ) e la regista Thunska Pansittivorakul ( Damnatio Memoriae). Tra le figure di spicco abbiamo anche figure accademiche di grande notorietà. Per esempio la direttrice della Viennale Eva Sangiorgi; il regista d’avanguardia e professore di belle arti John Smith ( The Girl Chewing Gum ) e l’accademico Eyal Weizman, direttore del dipartimento di Culture visive della Goldsmiths University del Regno Unito.

Iran libero e autodeterminato

La dichiarazione chiede nello specifico: “l’immediata cessazione degli attacchi militari e delle politiche di escalation contro l’Iran e in tutta la regione”. Così come il rispetto incondizionato del diritto del popolo iraniano all’autodeterminazione e la priorità della diplomazia, del dialogo e del rispetto del diritto internazionale. Inoltre chiede la protezione dei civili e delle infrastrutture vitali; e il rifiuto di qualsiasi politica che definisca la guerra come un mezzo legittimo di cambiamento politico.

“Affermiamo chiaramente e senza ambiguità che il destino, il futuro e la determinazione politica dell’Iran appartengono esclusivamente al popolo iraniano. Nessuna potenza straniera, nessun governo e nessuna coalizione militare detiene la legittimità di determinare la traiettoria politica, sociale o storica di questa terra. Il diritto all’autodeterminazione è un principio fondamentale e inalienabile che nasce esclusivamente dalla libera e consapevole volontà di un popolo”.