La Cina ha approvato il suo primo impianto cerebrale per uso commerciale destinato ad aiutare le persone con paralisi. Questi dispositivi tecnologici si connettono direttamente per via chirurgica o per iniezione, solitamente sulla superficie del cervello o in prossimità della corteccia cerebrale. Questa operazione consentirebbe alle persone di recuperare parte dei movimenti delle mani.

Come funziona l’impianto cerebrale approvato in Cina?

Il dispositivo di cui stiamo parlando è stato sviluppato dall’azienda cinese Neuracle Medical Technology la quale, per la realizzazione dell’impianto, utilizza un’interfaccia cervello-computer (Brain-Computer Interface, BCI). Il sistema tecnologico è in grado di collegare il sistema nervoso di una persona a dei dispositivi in grado di interpretare l’attività cerebrale. È questo collegamento a permettere il compiersi di azioni, come muovere una mano protesica, con la forza del pensiero. Tuttavia, esistono delle specifiche necessarie per poter usufruire del dispositivo. Il sistema di Neuracle, infatti, è destinato a persone con paralisi causate da lesioni al midollo spinale a livello del collo. I segnali cerebrali vengono tradotti da un software e inviati a un guanto robotico che trasforma l’intenzione di muoversi con azioni concrete.

Tra le altre specifiche figura anche l’età. Infatti il dispositivo, secondo quanto riportato dai media cinesi, è destinato ad adulti tra i 18 e i 60 anni. Infine, devo essere paralizzati da più di un anno, presentando condizioni stabili negli ultimi sei mesi. Questo dispositivo consentirebbe a chi mantiene un minimo movimento nella parte superiore delle braccia di poter consentire essere sottoposti al trattamento. Un cambiamento significativo che ha spinto la Cina a dare priorità strategiche alle BCI, difatti ha già aumentato gli investimenti destinati alle seguenti tecnologie. Come riportato su Euronews, la Cina non è l’unica a investire in questo campo.

Elon Musk, riguardo i suoi impianti cerebrali Neuralink, ha affermato in un post su X che ha intenzione di avviare la «produzione su larga scala» dei dispositivi BCI proprio nel 2026. Per segnalare la riuscita dei dispositivi, Neuralink ha affermato che già 12 persone con gravi paralisi avevano ricevuto gli impianti. Proprio grazie a questi sono riusciti a controllare non solo strumenti digitali, ma anche fisi attraverso la forza del pensiero.

Stefania Cirillo