C’è una frase del Green Goblin, in Spider-Man (2002), che ritorna ogni volta che si prova a parlare davvero di questo personaggio: “L’unica cosa che amano più di un eroe è vederlo fallire, cadere, morire provandoci”. E a giudicare dall’esplosione di entusiasmo per Spider-Man Brand New Day, verrebbe da dire che Norman Osborn avesse capito tutto.
Il trailer, uscito il 18 marzo, è diventato il più visto di sempre: 718,6 milioni di visualizzazioni in 24 ore, quasi il doppio del precedente record detenuto da Deadpool & Wolverine, fermo a 365 milioni. E dentro quel trailer c’è esattamente ciò che sulla carta sospettava Osborn: un Peter Parker povero, solo, tagliato fuori dalla vita di chi ama, costretto a esistere in una New York che non sa più chi sia.
Eppure la verità non è che agli antipodi della diagnosi del Goblin. Il pubblico non ama Spider-Man perché gode della sua sofferenza. Lo ama perché la sofferenza, puntualmente, non riesce mai a corromperlo sul serio.

Spider-Man Brand New Day e il ritorno all’essenza del personaggio
Marvel presenta Brand New Day come un nuovo capitolo ambientato quattro anni dopo No Way Home: Peter è ormai adulto, vive completamente da solo, ha perso i suoi punti di riferimento e ha volontariamente cancellato se stesso dalla memoria delle persone che ama per salare il mondo. Come se non bastasse, una nuova ondata criminale lo costringe a misurarsi con una delle minacce più grandi della sua vita. Ma qui c’è il punto che il trailer di Brand New Day sembra aver colpito, perché promette un ritorno all’essenza stessa di Spider-Man.
Spider-Man perde quasi sempre qualcosa. Perde la sua famiglia, l’anonimato, l’amore, il proprio equilibrio. Perde perfino il diritto elementare a essere compreso. E tuttavia, non perde mai il suo nucleo morale: Peter Parker continua a funzionare perché è forse il supereroe più vicino alla vita reale non nei poteri, ma nella postura. Non vince sempre. Non arriva mai intatto. Non domina il mondo. Semplicemente sceglie, ogni volta, di non assomigliare a ciò che lo ferisce. Un atto potentissimo di ribellione.
Spider-Man Brand New Day come risposta alla saturazione Marvel
Per questo l’entusiasmo attorno a Brand New Day dice qualcosa anche della fase che sta attraversando la Marvel. Parlare genericamente di “crisi” sarebbe pigro; più corretto è parlare di saturazione, serialità eccessiva, di una qualità altalenante che in certi momenti ha appannato la promessa emotiva di una delle saghe più popolari del cinema contemporaneo.
Forse era necessario ritornare alle origini. Non è un caso che Marvel abbia rimesso al centro una linea più riconoscibile: i fratelli Russo, registi dei film Captain America: The Winter Soldier (2014), Captain America: Civil War (2016) Avengers: Infinity War del 2018 e Endgame dell’anno successivo, torneranno infatti a dirigere Avengers: Doomsday con Robert Downey Jr. che rientrerà nell’universo Marvel non più nel ruolo dell’iconico Iron Man ma nel super cattivo Victor von Doom.
Ma sarebbe un errore leggere tutto questo come se toccasse a Spider-Man “salvare” la Marvel. Non è questo il punto, e forse non sarebbe nemmeno giusto chiederglielo. Spider-Man fa qualcosa di più sottile e di più importante: rimette a fuoco il marchio. Ricorda al franchise dove si trova, da sempre, il suo centro emotivo. Negli eroi in cui puoi riconoscerti, non perché invincibili ma perché riconoscibili anche quando la vita li spinge all’angolo.
È questa, probabilmente, la nostalgia giusta. Non quella pigra del cameo, non il fan service come anestetico solo per strappare applausi automatici. La nostalgia giusta è il recupero del nucleo classico di Spider-Man: solitudine, ma lotta continua. La responsabilità di sapere che ogni dono arriva sempre insieme a un prezzo da pagare. Il fatto che essere “eroe” significhi spesso essere lasciato indietro da chi si sta tentando di proteggere, senza trasformare mai quel dolore in rancore.
Il motivo per cui Peter Parker ci assomiglia
Per questo Peter Parker continua a sembrarci modernissimo, l’antidoto perfetto alla retorica contemporanea dell’ego. Perché in un tempo come il nostro che normalizza il cinismo, la diffidenza e l’iper-individualismo, Spider-Man difende il suo essere buono senza diventare ingenuo, il suo continuo esporsi senza indurirsi del tutto. Il suo essere uomo che, svuotato di tutto, prova comunque a restare fedele alla parte migliore di sé.
Green Goblin, in fondo, sbaglia diagnosi. La gente non impazzisce per Spider-Man perché vuole vederlo cadere. Impazzisce per Spider-Man perché vuole verificare, ancora una volta, se dopo la caduta resterà se stesso, anche se dopo momenti di (lecita) confusione.
Ed è proprio questo che il trailer di Brand New Day promette: la prova morale di come un uomo possa rialzarsi nonostante tutto. Si ama Peter Parker perché soffre, e perché la sofferenza non lo convince mai a somigliare ai suoi nemici. Perché non vediamo l’ora di vederlo rialzarsi. E, in tempi come questi, abbiamo bisogno di credere che questo sia possibile anche per noi.
Camilla Golia
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