La storia dei genitori di Sal Da Vinci è una storia di sacrificio, passione e amore. Il papà Mario Da Vinci, con il suo talento e la sua dedizione, ha lasciato un’impronta indelebile nella musica napoletana, mentre la mamma Nina ha rappresentato il cuore silenzioso ma insostituibile della famiglia. Insieme hanno trasmesso a Sal non solo la passione per l’arte, ma anche i valori della famiglia, dell’umiltà e della perseveranza.
Oggi Sal Da Vinci porta avanti con orgoglio l’eredità dei suoi genitori, ricordando il papà come un esempio di forza e talento e la mamma come un punto fermo nella sua vita. La loro storia dimostra come, dietro ogni grande artista, ci sia spesso una famiglia capace di sostenere e ispirare, anche lontano dai riflettori.
Chi era il papà di Sal Da Vinci
Mario Da Vinci, all’anagrafe Alfonso Sorrentino, è stato uno dei grandi interpreti della canzone napoletana e della sceneggiata partenopea.
Nato a Napoli il 14 marzo 1942, Mario Da Vinci ha vissuto un’infanzia difficile: cresciuto in una famiglia poverissima, fu affidato a un orfanotrofio dalla madre, che non poteva occuparsi di lui. Successivamente venne preso in cura dalla zia, che per molti anni chiamò “mamma”.
Il debutto artistico di Mario avviene nei primi anni Sessanta nella compagnia Cantaposillipo, diretta da Alberto Sciotti. Nel 1962 firma il suo primo contratto discografico e incide il 45 giri “Nun ce lassammo”, dando inizio a una carriera straordinaria che lo porterà a incidere 16 album e decine di singoli di successo, non solo in Italia ma anche in Germania e Australia. Mario Da Vinci è stato anche uno dei quattro “cantanti di giacca”, insieme a Mario Trevi, Mario Merola e Mario Abbate, interpreti di brani che raccontavano storie di cronaca e di vita popolare napoletana.
Negli anni Settanta e Ottanta, Mario Da Vinci diventa un punto di riferimento della musica partenopea, partecipando più volte al Festival di Napoli e vincendo l’edizione del 1981. La sua popolarità cresce anche grazie alle tournée internazionali, in particolare negli Stati Uniti, dove si trovava proprio quando nacque suo figlio Salvatore nel 1969 a New York. La passione per la musica è stata trasmessa direttamente al figlio Sal, con il quale ha condiviso il palco fin da quando era bambino.
Insieme hanno inciso il brano “Miracolo ‘e Natale” e recitato in numerose sceneggiate e film, tra cui “Figlio mio sono innocente!” e “Napoli storia d’amore e di vendetta”.
Mario Da Vinci è scomparso il 10 maggio 2015 in seguito a una malattia, lasciando un vuoto profondo non solo nella famiglia ma anche nel panorama musicale napoletano. Sal Da Vinci lo ha sempre ricordato come un padre meraviglioso, capace di dare ai figli tutto l’amore che lui stesso non aveva ricevuto da bambino.
Il loro legame era fortissimo, sia umano che artistico, e Sal ha scelto di portare avanti il cognome d’arte del padre come segno di rispetto e gratitudine. “Lo sento in tutto quello che faccio”, raccontava il cantautore in un’intervista del passato; ed è ovvio che al Festival è stato per lui come un duetto, come una simbiosi impercettibile ma concreta. “Per me è stato la guida più importante”.
Chi è la mamma
Molto meno si sa della madre di Sal Da Vinci, Nina. La sua figura è sempre rimasta lontana dai riflettori, ma il suo ruolo nella famiglia è stato fondamentale. Nina ha seguito il marito Mario anche durante le sue tournée all’estero e fu proprio a New York, mentre era con lui, che diede alla luce Salvatore.
Nina è descritta da Sal Da Vinci come una donna forte, protettiva e punto di riferimento per tutta la famiglia. In alcune rare interviste, Sal ha raccontato che la madre ha sempre messo la famiglia al primo posto, trasmettendo ai figli il valore dell’unione e della solidarietà.





