Un carico strategico di petrolio russo arriva a Cuba e offre un temporaneo sollievo alla grave crisi energetica dell’isola. Una petroliera russa, con oltre 600mila barili di greggio, è entrata nella zona economica esclusiva di Cuba e attraccherà martedì al porto di Matanzas.

Si tratta della prima importazione di petrolio per Cuba negli ultimi due mesi, in un contesto segnato da blackout frequenti e carenza di carburante. L’arrivo del greggio rappresenta quindi una boccata d’ossigeno per il sistema energetico nazionale, fortemente sotto pressione.

Determinante è stata anche la decisione degli Stati Uniti di consentire il transito della petroliera, allentando di fatto le restrizioni sul petrolio imposte lo scorso gennaio. Domenica sera Trump aveva detto di non avere «niente in contrario» all’invio di carburante a Cuba da parte di altri paesi per aiutare la popolazione cubana. Aveva comunque minimizzato, sostenendo che l’arrivo di questa nave «non avrà alcun impatto» sostanziale perché «Cuba è finita». «Hanno un regime pessimo. Hanno una leadership corrotta e pessima», ha detto, «e che riescano o meno a trovare una nave carica di petrolio, non farà alcuna differenza».

Secondo le stime, Cuba necessita di circa 100mila barili di petrolio al giorno, mentre la produzione interna si ferma intorno ai 40mila. Questo divario rende fondamentale il ricorso alle importazioni di greggio per evitare il collasso energetico e limitare le interruzioni di corrente che stanno colpendo la popolazione.

Anche un carico di aiuti alimentari con 15 mila tonnellate di riso proveniente dalla Cina è sbarcato ieri nel porto de L’Avana. Lo riferisce il portale CubaDebate precisando che si tratta della terza spedizione di un carico complessivo da 30 mila tonnellate annunciato dall’ambasciata cinese a Cuba nell’ambito della cooperazione bilaterale tra le due nazioni. Gli aiuti di Pechino andranno “a sostenere l’approvvigionamento alimentare del Paese” e si aggiungono alle 20 tonnellate di approvvigionamenti e attrezzature arrivati in questi giorni nell’isola con il convoglio internazionale ‘Nuestra America’ nel contesto di una grave crisi energetica ed economica acuita dal blocco petrolifero imposto dagli Usa.