La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha deciso di rispondere alle continue morti che si stanno registrando nei centri di detenzione dell’ICE. Quello di Jose Guadalupe Ramos-Solano, deceduto la settimana scorsa in un centro ad Adelanto non è il primo e, nello specifico di questa struttura, si registra come il quarto. Per questa ragione il governo messicano ha intrapreso azioni legali, contestando le condizioni incostituzionali del centro.

Sheinbaum contesta l’inosservanza dei diritti umani nei centri detentivi dell’ICE

Sheinbaum, la presidente messicana, ha affermato che presenterà rapporto formale alla Commissione interamericana sulle condizioni di detenzione dei migranti nei centri ICE. A seguito della morte di un altro suo connazionale sotto la custodia della polizia anti-immigranti, i dubbi sollevati riguardano proprio l’inosservanza dei diritti umani e, nello specifico, le «carenze dell’assistenza medica» del centro. Con il decesso di Jose Guadalupe Ramos-Solano, il governo del Messico conta ben 14 messicani morti o sotto la custodia dell’ICE, o durante i raid avvenuti dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump. Tra i 13 cittadini messicani, di età compresa tra i 19 e i 69 anni, sei sono deceduti verosimilmente a causa di complicazioni mediche. Quattro, invece, per suicidio. Due in raid di immigrazione e uno in una sparatoria.

La BBC riporta quanto riferito dall’ICE in merito alla morte di Ramos-Solano, ritrovato «privo di sensi e non reattivo nella sua brandina». Il decesso sarebbe poi stato dichiarato in un ospedale vicino. E, sempre secondo gli agenti federali, sarebbero state svolte tutte le manovre salvavita, inclusa la rianimazione cardiopolmonare, immediatamente dopo il ritrovamento. L’agenzia ha affermato che, a seguito di uno screening medico svolto in seguito al suo arresto, l’uomo sarebbe risultato diabetico, con colesterolo e pressione alta. Tra le dichiarazione è stato anche affermato che Ramos-Solano aveva «ricevuto cure mediche costanti durante la detenzione, inclusi farmaci giornalieri per trattare la sua patologia».

L’azione legale è necessaria nel seguente scenario anti-immigrazione

Tuttavia, l’istituzione ha sollecitato gli Stati Uniti a garantire che «questi casi deplorevoli non continuino». Sheinbaum ha dichiarato in una conferenza stampa: «Chiediamo il rispetto dei diritti umani. Non siamo d’accordo con queste forme di detenzione». L’azione legale sostiene inoltre che i detenuti del centro debbano convivere con muffa, malattie, negligenza medica e cibo e acqua inappropriati. La richiesta del rispetto dei diritti umani si inserisce in uno scenari anti-immigrazione preoccupante, che ha visto la morte di almeno 30 persone all’interno dei centri di detenzione negli Stati Uniti.

Stefania Cirillo