Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, è stato arrestato con l’accusa di aver mostrato sostegno all’organizzazione fuorilegge Palestine Action. Il musicista co-fondatore della band trip-hop di Bristol, è finito in manette sabato pomeriggio, durante una manifestazione di massa a Trafalgar Square, nel centro di Londra, insieme ad altre duecento persone.

Del Naja si trovava all’interno del corteo con un cartello sul quale era scritto “Mi oppongo al genocidio, sostengo l’azione per la Palestina”. Alcuni agenti di polizia lo hanno poi avvicinato per comunicargli l’arresto, prima di portarlo via dalla tra gli applausi e le acclamazioni dei presenti.

Robert Del Naja aveva messo in conto che avrebbe potuto essere arrestato

La Polizia Metropolitana ha confermato che finora gli agenti hanno fermato duecentododici persone, dai ventisette agli ottantadue anni, tutte sospettate di sostenere un’organizzazione dichiarata illegale nel luglio 2025, dopo che il governo l’ha vietata in base alla legislazione antiterrorismo. Il divieto è illegittimo da febbraio, ma è ancora in vigore, in attesa di un ricorso.

Prima del suo arresto, Del Naja aveva dichiarato a Press Association di voler partecipare alla protesta nonostante le conseguenze che un eventuale arresto avrebbe potuto avere sulla sua carriera musicale. «Essendo un musicista, ovviamente, ero molto preoccupato all’idea di non poter viaggiare e ottenere i visti», aveva detto. «Ma ho pensato “è assurdo”, e poi il fatto che la polizia abbia fatto marcia indietro e abbia ricominciato ad arrestare le persone…mi è sembrato ancora più assurdo. Quindi oggi terrò alto un cartello.Se dovessi essere arrestato, sono fiducioso che, con la giusta preparazione, potrò presentarmi in tribunale e dire “questo arresto è illegale e, pertanto, non lo accetto”».

Federica Checchia