Alla fine di febbraio, quando Netflix ha fatto marcia indietro sull’offerta avanzata per acquisire Warner Bros., è entrato in gioco Paramount Skydance. La notizia del raggiungimento di un accordo per la fusione, tuttavia, non ha entusiasmato proprio tutti. Parliamo, infatti, di oltre 1000 esponenti e creativi del cinema che hanno deciso di firmare una lettera aperta contro l’acquisizione di cui sopra.

Fusione tra Paramount e Warner Bros.: cosa preoccupa?

Qualora l’acquisizione, stimata a 111 miliardi di dollari, andasse in porto, due delle case di produzione più importanti di Hollywood si fonderebbero, riducendo in questo modo gli studios cinematografici statunitensi a quattro. Il timore è che tale cambiamento possa portare a conseguenze negative importanti, tra cui calo di qualità e perdita di posti di lavoro. Tuttavia David Ellison, amministratore delegato di Paramount, sostiene che l’accordo risulterebbe positivo per la comunità creativa. Eppure, i legami che Ellison e il padre Larry Ellison hanno stretto con Donald Trump alimentano ulteriori timori. Il rischio, infatti, l’opinione di Trump possa influenzare negativamente la produzione di film specifici che hanno, ad esempio, come tema centrale la politica.

Per questa ragione molte star del cinema e della televisione, tra cui Mark Ruffalo, Emma Thompson e Yorgos Lanthimos, hanno firmato una lettera aperta per opporsi all’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance. «Siamo profondamente preoccupati per i segnali di sostegno a questa fusione che privilegiano gli interessi di un piccolo gruppo di potenti azionisti rispetto al più ampio bene pubblico», si legge. La lettera disponibile su BlocktheMerger.com sostiene che la fusione comprometterebbe gravemente «l’integrità, l’indipendenza e la diversità» del settore.

«La concorrenza è essenziale per un’economia sana e per una democrazia sana. Lo sono anche una regolamentazione e un’applicazione delle norme attente». La lettera sottolinea inoltre come la concentrazione dei media abbia indebolito il cinema, «uno dei settori globali più vitali degli Stati Uniti, che da tempo plasma la cultura e collega le persone in tutto il mondo». Attori e creativi del cinema, quindi, auspicano un «futuro dinamico» per la loro «più importante esportazione».

Qual è la risposta di Paramount alla lettera?

Anche se gli azionisti non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in merito, né certezze sulla scelta, Paramount decide di rispondere alla lettera. La casa produttrice ribadisce complessivamente che non è loro intenzione reprimere in alcun modo la creatività, conoscendo inoltre quanto il settore del cinema sia soggetto a cambiamenti soprattutto recenti. «Paramount -continua la dichiarazione- resta profondamente impegnata nei confronti dei talenti e questa fusione rafforza sia la scelta per i consumatori sia la concorrenza, creando maggiori opportunità per i creatori, per il pubblico e per le comunità in cui vivono e lavorano».

Stefania Cirillo