I Paesi europei stanno elaborando un piano per creare una coalizione internazionale con l’obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz una volta terminato il conflitto iraniano, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui l’iniziativa, promossa da Regno Unito e Francia, prevederebbe una missione difensiva con operazioni di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le “parti belligeranti”, ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. L’obiettivo è favorire la ripresa del traffico commerciale nello stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il piano potrebbe coinvolgere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma dotata di importanti capacità, in particolare nel campo dello sminamento.
Il ‘Wall Street Journal’ ha anche citato funzionari britannici e francesi secondo i quali i due Paesi avrebbero invitato Cina e India a partecipare all’incontro di Parigi sullo Stretto di Hormuz, ma non è chiaro se Cina e India ci saranno. Citato anche un alto funzionario tedesco: “E’ probabile che aderiremo al piano europeo per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.
Secondo fonti diplomatiche, un primo confronto internazionale è previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, alla quale Washington non parteciperà. Restano tuttavia divergenze tra gli alleati europei: Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il piano si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari.
«Il Regno Unito sta svolgendo un ruolo di primo piano negli sforzi internazionali per ripristinare la libera circolazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz». Lo ha raffermato il portavoce dell’ambasciata britannica a Roma, Pierluigi Puglia, a margine dell’evento oggi a villa Wolkonsky con cui è stata inaugurata la mostra fotografica “A riveder le stelle”. «Il ministro degli Esteri ha guidato la scorsa settimana colloqui con oltre 40 Paesi per discutere l’urgente necessità di ristabilire la libertà di navigazione per il traffico marittimo internazionale. Il ministero della Difesa ha riunito pianificatori militari di più di 30 Paesi per valutare come coordinare al meglio le risorse comuni. Il primo ministro ha inoltre tenuto ulteriori consultazioni con gli alleati nella regione del Golfo», ha ricordato il portavoce. «Continueremo a collaborare con i settori della navigazione, delle assicurazioni e dell’energia per ristabilire la fiducia in questa rotta il più rapidamente possibile – ha spiegato -. L’Iran deve cessare immediatamente tutte le attività di posa di mine, gli attacchi con droni e ogni altro tentativo di bloccare il traffico commerciale nello Stretto».
Guterres, libertà di navigazione per lo Stretto di Hormuz
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz e la libertà di navigazione. “I diritti e le libertà di navigazione internazionali, incluso nello Stretto di Hormuz, devono essere rispettati da tutte le parti. E’ tempo di moderazione e responsabilità. E’ tempo di scegliere la diplomazia invece dell’escalation. E’ tempo di rinnovare l’impegno verso il diritto internazionale”, ha dichiarato in un discorso letto davanti ai giornalisti al Palazzo di Vetro.





