Possiamo ammetterlo. Una delle domande che va a braccetto quando si parla del progresso dell’intelligenza artificiale generativa è: questa nuova tecnologia può realizzare dei videogiochi partendo da zero? Difficile a dirsi, ma l’opinione di molti sembra si stia dirigendo verso una risposta affermativa. Sotto i riflettori, anche a causa dell’attesa frenetica, ci finisce proprio GTA 6. Diversi utenti, infatti, stanno condividendo online contenuti generati con l’IA che cercano di imitare lo stile di Rockstar Games. Un tentativo ben riuscito a quanto pare, tanto da spingere Elon Musk ad affermare che l’intelligenza artificiale potrebbe sviluppare GTA 6 prima ancora del suo lancio ufficiale. Strauss Zelnick, CEO di Take-Two, sembra pensarla diversamente.
Per Musk l’IA potrebbe far uscire GTA 6 prima, ma Zelnick la pensa diversamente
Strauss Zelnick ha colto l’occasione, durante il Semafor World Economy 2026 per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Durante il summit, trattando il tema dell’IA nel mondo videoludico, il CEO di Take-Two esordisce: «Se l’IA fosse destinata a eliminare l’occupazione, l’uomo più ricco della Terra, Elon Musk, ne sa qualcosa di IA, per quanto ne so. Ha risorse finanziarie illimitate, ha risorse umane illimitate e ha, a quanto pare, un numero illimitato di idee. Sa il fatto suo in materia di IA». Zelnick, però, non si ferma qui e prosegue: «Quell’uomo lavora 20 ore al giorno. Cioè, se l’IA dovesse rubare il lavoro a qualcuno, non dovrebbe prendere il suo? Quello del tizio più ricco della terra. Non dovrebbe essere il primo lavoro da prendere per l’IA? Perché è così occupato? E, a proposito, perché io sto lavorando più duramente che mai nonostante abbia integrato l’IA in ogni aspetto della mia vita?».
Diciamocelo, letta questa dichiarazione ci siamo girati tutti verso la telecamera immaginaria, proprio come se fossimo Jim in un episodio qualsiasi di The Office. Eppure è vero e Zelnick decide di toccarla tutt’altro che piano. Quando riaffiorano tematiche simili, sembra venga meno la conoscenza del reale lavoro che si cela dietro lo sviluppo di un videogioco. Come sottolinea il boss di Take-Two, l’impiego dell’IA, pur essendo utile, non può sostituirsi a oltre migliaia di esperti del settore che lavorano su un progetto. Ciononostante, Zelnick sceglie di chiudere l’argomento con pungente umorismo: «Voglio dire, a dire il vero, se dovessi scegliere una persona che sembra una simulazione, lui sarebbe la mia prima scelta».
Stefania Cirillo





