Il parlamento del Brasile ha annullato il veto che, all’inizio dell’anno, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva aveva messo sulla legge che ridurrebbe la pena del suo predecessore Jair Bolsonaro, condannato a oltre ventisette anni di detenzione per il tentato colpo di Stato del 2022. Per eliminarlo, occorreva la maggioranza assoluta in entrambe le camere, ed è stata raggiunta (con 318 voti alla Camera e 49 al Senato).
Dopo l’annuncio del risultato, i parlamentari presenti in plenaria hanno intonato “Tanti auguri” al senatore Flávio Bolsonaro, candidato alla presidenza. Gli alleati hanno affermato che l’approvazione sarebbe stata un regalo di compleanno per il figlio dell’ex presidente. Secondo le attuali leggi, l’ex leader dovrebbe scontare almeno tra i sei e gli otto anni in carcere prima di essere considerato idoneo al regime di detenzione alternativa. Le nuove regole, approvate a dicembre, ridurrebbero invece la detenzione a due/quattro anni.
Prima del voto contro il veto, lula ha subito un’altra sconfitta parlamentare
Per Lula, si tratta della seconda sconfitta parlamentare in pochi giorni: mercoledì, il Senato aveva bocciato la nomina, da lui proposta, del giudice Jorge Messias alla Corte Suprema. Erano 132 anni che non accadeva qualcosa di simile. Alcuni esponenti della destra hanno dichiarato che il Congresso dovrebbe attendere l’insediamento del prossimo presidente, previsto per gennaio, per nominare il nuovo giudice.
Questa posizione ricorda la decisione del Congresso statunitense, a maggioranza repubblicana, di non prendere in considerazione il candidato alla Corte Suprema proposto dal presidente Barack Obama prima delle elezioni del 2016. “Il prossimo candidato alla Corte Suprema dovrebbe essere definito dopo le elezioni, con legittimità e nuovi criteri”, ha scritto su X il senatore Rogerio Marinho, leader dell’opposizione.
Per Lula, il voto contro il veto è indice di un forte indebolimento all’interno del parlamento, a maggioranza conservatrice. Un segnale importante e preoccupante, a cinque mesi dalle prossime elezioni parlamentari e presidenziali, previste per ottobre.
Federica Checchia





