L’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’ambito lavorativo è un argomento ritenuto controverso ma, in parte, necessario. Era inevitabile che uno strumento nato per migliorare la qualità della vita delle persone venisse sfruttato anche per alleggerire la mole di lavoro. Tuttavia, era altrettanto inevitabile che l’idea potesse generare allarmismo, soprattutto in vista di possibili sostituzioni al lavoro umano. Quelle nate come preoccupazioni future, si sono effettivamente concretizzate. In Italia, infatti, è avvenuto il primo licenziamento legato proprio all’IA. A Genova, però, la storia non finisce qui.

A Genova primo caso di licenziamento avvenuto a causa dell’IA

Come spiegato precedentemente, l’integrazione dell’IA nel lavoro non è di per sé un problema. È necessario, però, che il suo impiego sia regolamentato e volto ad alleggerire il carico lavorativo, non sottrarlo del tutto. Quello che è successo nella multinazionale danese della logistica Maersk a Genova ha concretizzato le preoccupazioni iniziali. A tre colleghi della sede genovese è toccato lo stesso destino il 2025, ciononostante hanno deciso di accettare il risarcimento e chiudere la questione. Una donna, invece, ha deciso di fare causa all’azienda per «licenziamento illegittimo» a seguito di un piano di riorganizzazione interna. È, a tutti gli effetti, il primo caso di contenzioso per licenziamento legato all’introduzione dell’Intelligenza artificiale. Proprio in occasione del 1° maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha voluto ribadire l’importanza della promozione dell’occupazione femminile e giovanile.

Le parole di Mattarella in occasione della Festa del lavoro

Mattarella, nella giornata in cui si celebra la Festa del lavoro, ha voluto evidenziare quanto l’ambiente lavorativo sia ancora estremamente ostico soprattutto per i giovani lavoratori e le donne. «L’occupazione femminile in Italia è cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato», spiega il presidente della Repubblica. «Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni». Il caso appare ancora più grave se inserito nel moderno contesto italiano. «Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati. C’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero. Nell’interesse del Paese, questa tendenza va invertita», aggiunge Mattarella.

La donna a seguito della sentenza è stata reintrodotta nella società con annesso risarcimento nei mesi in cui è rimasta senza stipendio. L’esito, seppur positivo, deve far riflettere. Il problema non è mai davvero lo strumento, ma il modo in cui questo viene impiegato. Pensare che l’intelligenza artificiale non debba essere integrata è irrealistico, tuttavia è necessario che l’unione tra la tecnologia e il lavoro umano trovi il suo equilibrio.

Stefania Cirillo