Le forze statunitensi hanno aperto il fuoco e messo fuori uso due petroliere iraniane venerdì, dopo uno scambio di colpi con le forze iraniane nello Stretto di Hormuz durante la notte. “Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà”. Lo afferma su X Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.

«Per quanto riguarda i negoziati, la proposta Usa è ancora in fase di valutazione. Una volta raggiunta la conclusione definitiva, la annunceremo senza dubbio». Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, all’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Riguardo le possibili violazioni della tregua, Baghaei ha affermato che Teheran rimane «nominalmente in una situazione di cessate il fuoco», aggiungendo che le forze armate del Paese stanno monitorando attentamente gli sviluppi.

Il negoziato per la chiusura del conflitto tra le parti continua a navigare in acque incerte, con il rischio che salti una tregua molto precaria sotto la rinnovata minaccia del presidente Donald Trump di dar vita a un’azione militare “con molta più forza”, in caso di mancata intesa sulla sua proposta di pace.

Emirati Arabi attivano difese aeree contro missili e droni provenienti dall’Iran

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono state impegnate stamattina contro droni e missili lanciati dall’Iran, nonostante il cessate il fuoco ufficialmente in vigore tra Stati Uniti e Iran dall’8 aprile. Lo ha annunciato il Ministero della Difesa emiratino. «Le difese aeree degli Emirati stanno contrastando attacchi missilistici e di droni provenienti dall’Iran», ha scritto il dicastero in una dichiarazione. «Il ministero della Difesa conferma che i rumori uditi in varie parti del Paese sono dovuti all’intercettazione, da parte dei sistemi di difesa aerea, di missili balistici, missili da crociera e droni», viene aggiunto.