Il vice primo ministro della Cina, He Lifeng, terrà colloqui commerciali con funzionari Usa in Corea del Sud la prossima settimana in vista del previsto vertice tra i leader Xi Jinping e Donald Trump. Lo riportano media statali cinesi secondo i quali le due parti si incontreranno martedì e mercoledì per “consultazioni su questioni commerciali di interesse comune”. Il ministero del Commercio cinese in un comunicato ha poi annunciato che il vice primo ministro, He Lifeng, il massimo funzionario economico di Pechino, parteciperà a “consultazioni su questioni economiche e commerciali di interesse comune” in Corea del Sud martedì e mercoledì della prossima settimana.
Mentre Washington e Pechino si sono imposte reciprocamente dazi sulle esportazioni un anno fa, Trump e Xi hanno concordato una tregua commerciale di un anno durante il loro incontro di ottobre in Corea del Sud. Sia Trump sia Bessent sono stati i principali negoziatori per Cina e Stati Uniti su tutte le questioni commerciali ed economiche. È probabile che i colloqui mettano a punto gli ultimi dettagli sugli annunci che verranno fatti durante il vertice Trump-Xi.
Di cosa parleranno Trump e Xi
Lo scenario economico della Cina, come già detto, è centrale in vista del vertice tra Trump e Xi. Il presidente statunitense infatti, oltre al nodo della guerra in Iran che ne sta indebolendo il consenso interno, si trova ad avere a che fare con una crescita di Pechino che sembra essere poco influenzata dai dazi Usa. Un’arma in più per il leader cinese, che con Trump dovrà negoziare anche il rinnovo della tregua commerciale siglata a ottobre dell’anno scorso a Busan, in Corea del Sud. Nei giorni scorsi comunque il tycoon si è detto ottimista sull’incontro, dicendo che sarà “fantastico” e sottolineando che Xi “è un mio amico e siamo andati d’accordo negli anni. Non abbiamo avuto nessuno problema e non ci sono problemi con la Cina e l’Iran”. Sullo sfondo del vertice, infine, rimane anche la questione di Taiwan. Prima del viaggio in Italia per gli incontri con Papa Leone XIV e Giorgia Meloni, Il segretario di Stato Marco Rubio aveva messo in guarda la Cina contro azioni “destabilizzanti” sull’isola de facto indipendente ma reclamata da Pechino. Il capo della diplomazia americana aveva sottolineato che “non abbiamo bisogno che si verifichino eventi destabilizzanti per quanto riguarda Taiwan o in qualsiasi altra parte dell’Indo-Pacifico”. Tutto ciò “ritengo sia nel reciproco interesse sia degli Stati Uniti sia della Cina





