Dal 1° gennaio 2026, data in cui Zohran Mamdani è ufficialmente diventato sindaco di New York, molte cose sono cambiate. Arriva una novità anche sul fronte bilanci che, in base a quanto presentato, subirà una modifica importante. L’obiettivo del sindaco è di lavorare per colmare un deficit di bilancio che Mamdani stesso ha definito storico, pur senza introdurre ulteriori tasse sulle proprietà.
Mamdani arriva con la tassa “pied-à-terre” destinata ai ricchi. Trump e i miliardari non sono d’accordo
Il sindaco di New York spiega che, per affrontare il divario, ha cercato non solo di risparmiare ma ha anche pretesto la massima efficienza da ogni settore del governo cittadino. «Abbiamo collaborato con Albany, assicurandoci miliardi di nuovi finanziamenti e invertendo molti dei carichi di spesa che Andrew Cuomo aveva scaricato sulla città durante il suo decennio da governatore», spiega Mamdani. «E abbiamo tassato i ricchi, chiedendo a chi ha di più di contribuire un po’ di più per sostenere chi ha meno», aggiunge e attraverso queste procedure afferma di aver allontanando New York da un «baratro fiscale esistenziale».
Attraverso la tassa “pied-à-terre” applicata sulla seconda casa di lusso il sindaco prevede di raccogliere 500 milioni di dollari all’anno. I miliardari hanno rapidamente sollevato aspre critiche, tra cui Ken Griffin, CEO di Citadel. Il presidente statunitense Donald Trump, tuttavia, non ha preso di buon grado la scelta di Mamdani di tassare i ricchi. Quest’ultimo, inoltre, ha sottolineato l’importanza di aver cura, come riporta la CBS, di persone di un certo calibro come Griffin poiché la perdita di individui simili potrebbe arrecare un danno significativo. Su radio WABC Trump ha detto: «Bisogna averne cura. Bisogna portarli in ufficio. Bisogna incontrarli. Bisogna cenare con loro. Bisogna convincerli a non andarsene. Bisogna rendere loro la vita fantastica».
Un momento cruciale per il sindaco di New York -e per i newyorkesi-
Sebbene il bilancio sia ancora in fase di negoziazione, è riuscito a ottenere già 28 miliardi di dollari stanziati in aiuti totali per la città. «Quando si mantiene la sicurezza dei newyorkesi a livelli record come quelli attuali -spiega Mamdani-, si crea anche l’ambiente affinché altri scelgano questa città come propria casa, e contiamo su ogni leader aziendale e futuro leader affinché continui a considerare questa città» aggiunge rispondendo alla CBS. «Vogliamo che tutti rimangano in città, e vogliamo anche che altri si uniscano a loro qui».
Oltre a ciò, Mamdani è portatore di un’altra novità: l’eliminazione dell'”annuale balletto del bilancio”. Questo prevedeva il taglio di fondi destinati a biblioteche, parchi e istituzioni culturali che, successivamente, venivano ripristinati dal Consiglio comunale. Il sindaco di New York, invece, ha stabilito 31 milioni di dollari per le biblioteche, 15 milioni per i parchi, 10 milioni per le istituzioni culturali e 25 milioni per il Fair Fare, il programma creato per aiutare i newyorkesi a basso reddito a gestire le spese di trasporto. Nel complesso, ciò che si evince è che Mamdani, da quando è stato eletto sindaco, sta cercando di agire secondo quanto promesso.
Stefania Cirillo





