Quello che doveva essere un accordo da 40 miliardi di dollari è saltato nella tarda serata di giovedì. I colloqui tra Estée Lauder e Puig sono naufragati, sfumando il sogno di una fusione che avrebbe dato vita a un colosso del beauty di lusso. Come riferiscono cinque fonti dirette a Reuters, a far saltare il tutto sono state fughe di notizie e disaccordi tra le potenti famiglie di controllo. Soprattutto alcune richieste, tra cui quelle dell’imprenditrice del make-up Charlotte Tilbury, hanno contribuito al fallimento dell’accordo.
Cosa è successo veramente tra Estée Lauder e Puig

Secondo le fonti, sarebbe stato Marc Puig, nella serata di giovedì, a telefonare al presidente di Estée Lauder, William Lauder, per valutare il rapido deterioramento della situazione. È stata Estée Lauder a mettere insieme un team di consulenti, che ha lavorato fino allo scorso fine settimana alla valutazione dell’accordo con la società spagnola. Questa valutazione è stata richiesta dall’autorità di vigilanza del mercato azionario spagnolo, spiega una delle fonti. Inoltre, entrambe le famiglie fondatrici, Lauder e Puig, avrebbero voluto mantenere comunque voce in capitolo nel nuovo gruppo.
Stando sempre a quanto riportato dalle fonti, l’ostacolo più recente sarebbe stato la stessa Charlotte Tilbury. La fondatrice dell’omonimo marchio di beauty, controllato a maggioranza da Puig, avrebbe espresso titubanze in merito ai termini della sua partecipazione di minoranza. Lo hanno riferito tutte e cinque le fonti, ma la società Charlotte Tilbury ha per ora rifiutato di commentare. Inoltre, gli investitori di Lauder hanno dimostrato diverse remore, soprattutto dopo che, a marzo, le azioni della società sono scese.
Marianna Soru





