A metà del 2024 la società di abbigliamento italiana Benetton aveva presentato un bilancio in rosso per 230 milioni di euro. È stato l’inizio della crisi dello storico gruppo di moda, che già proveniva da anni difficili. Al tempo ad intervenire fu, ancora una volta, la holding Edizione, di proprietà della famiglia di Ponzano Veneto. Guidata da Alessandro Benetton, aveva assicurato il supporto finanziario necessario a proteggere il gruppo, oltre ad influenzare l’uscita del ceo Alessandro Renon, accusato di ‘tradimento’ da Luciano Benetton per l’emersione inattesa delle ingenti perdite. Ma ora la società annuncia un bilancio 2025 che si chiude con un ‘rosso’ di 33 milioni di euro, in calo del 67% rispetto ai 100 milioni del 2024 e dell’85% sui 230 del 2023.
Benetton verso il pareggio? Il piano di risanamento sembra funzionare

A meno di due anni dall’insediamento del nuovo ad Claudio Sforza, nel giugno 2024, il lavoro di risanamento segna progressi. Ma non è una vittoria completa: il fatturato è comunque in calo a poco meno di 800 milioni di euro, rispetto ai 915 milioni del 2024. Da un lato abbiamo un mercato in contrazione (-3,4% secondo i dati Istat) e dall’altro la razionalizzazione della rete distributiva. Nel piano è previsto comunque un risanamento dei punti vendita in perdita, oltre all’interruzione dei rapporti con i partner insolventi nel canale indiretto.
Pare che, comunque, le azioni di rilancio stanno evidentemente dando i loro frutti. Benetton sta infatti riacquisendo l’autonomia finanziaria: l’indebitamento netto è sceso di un centinaio di milioni, a quota 311 milioni. Questo ha consentito a Ponzano Veneto di rinunciare agli ultimi 90 milioni di euro, su un totale di 240, messi a disposizione da Edizione per garantire la continuità aziendale. Il piano di rilancio punta ad aumentare l’efficienza, la trasparenza gestionale, la valorizzazione degli asset e a creare le condizioni per partnership industriali. Ne è un esempio quella annunciata alcune settimane fa, tra Poste Logistics e Benetton Logistics.
Marianna Soru





