La lotta all’abuso di smartphone e social compie un passo fondamentale in Italia. A Firenze nasce “Discover – Fuori dal guscio”, un progetto ambizioso che punta a contrastare l’isolamento dei più giovani senza ricorrere a semplici divieti. L’accordo, firmato tra Asl Toscana centro, Comune di Firenze e la cooperativa ReteSviluppo, segna una svolta importante. La struttura rappresenterà, infatti, il primo centro dipendenze digitali del Paese specializzato sul tema della disconnessione e dell’uso consapevole della tecnologia.
L’Italia scommette sulla prevenzione: come funziona il primo centro dipendenze digitali
Mentre diversi Paesi europei scelgono la strada dei divieti rigidi, la strategia italiana parte dalla sensibilizzazione. L’Australia ha aperto la strada con l’obbligo di verifica dell’età, mentre la Francia ha approvato lo stop ai social media per i minori di 15 anni. Anche il Regno Unito valuta un coprifuoco notturno per gli adolescenti, affiancato dalle restrizioni in arrivo in Spagna, Svezia, Grecia e Slovenia. Il centro fiorentino, al contrario, rifiuta la logica del proibizionismo e propone un percorso educativo fondato su due pilastri: la disconnessione guidata e la promozione di un uso critico degli strumenti online. L’iniziativa intende trasformare i ragazzi da consumatori passivi a protagonisti del proprio tempo. L’assessora alle Politiche Giovanili, Letizia Perini, ha sottolineato la necessità di guidare i giovani verso un equilibrio sano tra la vita virtuale e le esperienze reali come lo sport, la cultura e la socialità.
Sportelli di ascolto, ma non solo
Operativo subito dopo l’estate, il servizio accoglierà giovani tra i 10 e i 25 anni. La gestione fa capo a ReteSviluppo che vanta un’esperienza decennale nel mondo scolastico. La struttura offrirà percorsi di orientamento, uno sportello d’ascolto e laboratori pratici dedicati alla media education. Le attività punteranno a stimolare la socialità concreta attraverso giochi da tavolo, laboratori manuali e lavori di gruppo per ricostruire la rete relazionale intaccata dall’isolamento.
Il progetto, però, si pone l’obiettivo di coinvolgere anche genitori ed educatori. Inoltre, qualora venissero individuati casi complessi e segnati da forte disagio psicologico o isolamento sociale, l’Asl Toscana centro si impegnerà a coordinare le attività con i servizi specialistici del territorio. Come ribadito dal direttore della Asl, Valerio Mari, la struttura cerca di colmare un vuoto sempre più pressante. L’intenzione è di offrire una risposta concreta che punta alla responsabilità dei ragazzi, integrando la prevenzione quotidiana alla cura sociosanitaria.
Stefania Cirillo





