Se c’è un oggetto che oggi rappresenta il desiderio sfrenato di collezionismo pop, è sicuramente Labubu. Non è un semplice peluche, né un giocattolo per bambini: è un fenomeno culturale che unisce fan di ogni età e provenienza. Creato dall’artista Kasing Lung e distribuito dalla multinazionale cinese Pop Mart, questo piccolo personaggio dal ghigno inconfondibile ha conquistato un seguito globale, generando code interminabili fuori dai negozi e dando vita a una vera e propria corsa all’acquisto.
Labubu, il pupazzo del momento che ha fatto impazzire il mondo: stop temporaneo alle vendite nel Regno Unito

A rendere ancora più irresistibile l’esperienza d’acquisto è il sistema delle blind box: ogni confezione è una sorpresa, e solo una volta aperta si scopre quale versione si è acquistata. Un’idea semplice ma geniale, che ha trasformato ogni acquisto in un’esperienza adrenalinica, spingendo i collezionisti a tornare più volte per completare le proprie serie. Alcuni pezzi, introvabili o in edizione limitata, hanno raggiunto quotazioni da capogiro, alimentando un mercato parallelo che corre su forum e piattaforme online.
Boom di vendite e problemi di sicurezza
Il successo commerciale è stato straordinario: secondo i dati 2024 diffusi dall’azienda, le vendite dei Labubu hanno rappresentato quasi un quarto del fatturato annuo di Pop Mart, per un totale di 426 milioni di dollari. Il solo fondatore, Wang Ning, ha visto crescere il proprio patrimonio di oltre un miliardo e mezzo di dollari in un solo giorno. Tuttavia, dietro il boom si celano anche problematiche sempre più evidenti.
Nel Regno Unito, la situazione è recentemente sfuggita di mano: resse, tensioni tra clienti in fila e persino episodi di violenza hanno spinto Pop Mart a una decisione drastica. Le vendite in negozio e nei distributori automatici sono state sospese temporaneamente in tutte le 16 sedi britanniche, con l’obiettivo di rivedere il sistema distributivo e garantire maggiore sicurezza.
Milano al centro del mercato italiano
In Italia, la passione per Labubu si concentra a Milano, attualmente unica città con un punto vendita ufficiale. Ma l’interesse continua a crescere, tanto che Pop Mart ha già annunciato l’apertura di un secondo store in via Dante, cuore pulsante dello shopping meneghino. Anche qui, l’attesa si preannuncia intensa.
Labubu tornerà, ma con nuove regole
Secondo quanto comunicato dall’azienda su Instagram e confermato alla BBC, le vendite torneranno a giugno, ma con modalità riviste per evitare il caos vissuto negli ultimi mesi. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza più gestibile, sicura e, soprattutto, equa per tutti.
Il fenomeno Labubu non accenna a fermarsi: la sua forza sta proprio nell’aver trasformato un semplice oggetto in un simbolo di appartenenza e desiderio, capace di muovere folle e riscrivere le regole del collezionismo moderno. Ma per continuare a cavalcare l’onda del successo, anche l’industria del gioco dovrà imparare a evolversi, trovando un equilibrio tra passione, sicurezza e sostenibilità.
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