Cinema

“A quiet place – Un posto tranquillo”: tutti abbiamo giocato al silenzio

Camminano scalzi in un supermercato, e a passi leggeri sfiorano il sentiero verso casa. In un villaggio surreale c’è un’unica regola: ASCOLTA ATTENTAMENTE. MUOVITI CON CAUTELA. NON FARE MAI RUMORE. O le creature cieche e insaziabili potrebbero sentirti. “A quiet place”: stasera in tv l’horror che usa l’alfabeto dei segni e sa come spaventare nel silenzio assordante.

L’horror muto

A quiet place, foto da Amazon

Mangiano intorno a un tavolo, i cibi sono serviti su foglie di lattuga. È notte ma ci sono solo candele. Non un soffio, né una parola. La mimica tra le ombre è l’unica a farsi sentire: spettrale, inquietante come un presentimento. Gli Abbott con i loro tre figli sono rimasti i pochi in zona. La popolazione è decimata. Restano alle pareti e bacheche decine di volantini con la scritta “missing. Agli inizi del 2020, sopravvivere vuol dire difendersi da predatori extraterrestri. Apocalittici esseri che attaccano qualsiasi cosa produca rumore, sterminandola. Grazie ad un senso dell’udito potentissimo e una velocità famelica. Pur non attaccando l’uomo per fame, ma per sterminare. Il piccolo di casa, con un aereoplanino di plastica (uno space-shuttle), in cui sono state rimesse le batterie estratte preventivamente dal padre, attirerà con il giocoso suono un mostro che lo ucciderà.

Dai giornali presenti nello scantinato di casa, dove si trova una sorta di stazione di controllo sulle ricerche dei mostri, si apprende che si tratta di un attacco globale all’umanità: New York, Messico, Shangai. E c’è un decalogo di sopravvivenza, non far rumore (“stay silent, stay alive”), andare sottoterra (“get underground“), restare sempre sul sentiero di brecciolino bianco, e al rosso scappare. All’interno del negozio nel quale gli Abbott fanno le provviste e recuperano i farmaci per il figlio malato, è tutto saccheggiato, tranne un solo reparto intatto: quello delle patatine in busta. Si intuisce che patatine, pop-corn e simili siano rumorose. La madre Evelyn (Emily Blunt) e il padre Lee (John Krasinsky), hanno una figlia Regan (Millicent Simmonds), che ha un disturbo congenito dell’udito; grazie alla conoscenza e all’uso del linguaggio per sordi, sono sopravvissuti, insieme agli altri figli Marcus (Noah Jupe) e Beau (Cade Woodward). E ogni volta che Regan è al centro della scena, i rumori sono ovattati così che lo spettatore ne abbia la stessa percezione.

Partorire senza urla

Tutti si sentono responsabili del tragico accaduto al bambino, che ha segnato irreversibilmente il rapporto tra Regan e il padre, divorati entrambi dal senso di colpa. Evelyn è incinta del quarto figlio, e prossima al parto. Lee e Marcus, a cui ha insegnato a pescare spiegando come lo scorrere dell’acqua può mascherare i suoni, di ritorno dalla caccia, notano il fatidico segnale d’allarme attivato nella fattoria: le luci rosse azionate dalla moglie per un pericolo imminente. I due mettono in atto un diversivo per distrarre i mostri, facendo esplodere dei fuochi d’artificio, per permettere ad Evelyn di partorire. Lei intanto, si è nascosta nella vasca da bagno avendo attirato l’attenzione delle creature, e in preda al travaglio. Contrazioni iniziate e toni da controllare, anzi soffocare: accovacciata, sudata e sofferente, impossibilitata a urlare, nella vasca senza acqua, farà della scena il punto più alto di tensione.

John Krasinski è il regista nel 2018 di “A quiet place“. Gioca astuto con il silenzio, sapendo che al cinema, può colpire molto più forte di un rumore. È il suo terzo film, il primo horror: lui era noto come attore statunitense nel ruolo di Jim Halpert nella serie tv comica a stelle e strisce “The Office“. Ed è stato interprete di “In amore niente regole” di George Clooney. Emily Blunt (che sarà Mary Poppins come fu per Julie Andrews) e il regista John Krasinski, sono moglie e marito nella vita reale. I due si sono sposati il 10 luglio 2010 a Cernobbio, sul lago di Como, e hanno due figlie. Lui ha citato come fonte d’ispirazione per il suo film: “Psycho“, “Rosemary’s” “Baby” e “Alien“. Senza però menzionare “Jurassic Park“, che sembrerebbe molto attinente.

A quiet place miglior sonoro

Scott Beck e Bryan Woods sono i famosi sceneggiatori specializzati in horror che hanno collaborato a scrivere “A quiet place“: arrivato nelle sale Usa a battere Spielberg al botteghino e nominato anche agli Oscar per il Miglior montaggio sonoro! I due autori hanno usato la loro esperienza di fanciulli cresciuti in campagna, con il deposito di cereali considerato luogo pericoloso nella loro educazione. Accurato il design delle creature, dotate di una speciale corazza o armatura: il regista voleva che sembrassero simili a umanoidi evoluti, mentre per il capo degli effetti visivi, avevano facce simili a rinoceronti, che sono state ridisegnate. Negli Stati Uniti la pellicola è stata vietata ai minori di 13 anni non accompagnati da adulti, per la presenza di ‘immagini sanguinolente e terrore’. E in Italia è stata vietata ai minori di 14 anni. 

Si sente un tonfo, ma sono soltanto due procioni che piombano dal tetto. Non manca la colonna di Marco Beltrami a creare suspense, poi alleggerita da un dolce ballo tra marito e moglie sulle note di Harvest Moon” di Neil Young. Fino a quando Regan si rende conto che il suo impianto cocleare in presenza del mostro, emette frequenze dannose per le creature. Amplificandole con la radio, si riesce così a stordire il mostro. Ma non sarà questo il finale, che viene taciuto..

Federica De Candia Seguici su Google News

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