E’ morta a Roma la stilista Carla Fendi.

Quarta di cinque sorelle, la stilista aveva 80 anni ed era malata da tempo. Il made in Italy perde un’altra sua pioniera. È a lei che si deve l’internazionalizzazione del marchio Fendi e la conquista dei mercati esteri.

“Siamo come le cinque dita di una mano, ognuna ha la sua funzione” raccontava Carla riferendosi alle sue sorelle che avevano la loro parte di merito nel successo dell’azienda. 

Le sorelle Fendi nel loro atelier. Da sinistra: Anna, Franca, Paola, Carla e Alda (Fonte: ansa.it)

La stilista era Presidente onorario del Gruppo Fendi. Aveva lavorato a lungo nell’azienda di famiglia, riuscendo ad apportare innovazione e creatività. Insieme al marito Candido Speroni, scomparso nel 2013, nel 2007 eresse la Fondazione Carla Fendi. Lo scopo principale era di preservare beni e valori culturali del passato e garantirne la continuità e la crescita nel futuro. Sempre muovendosi nel campo dell’arte, della letteratura, della moda, dell’ambiente e del sociale. 

Fra stoffe e linee, il suo cavallo di battaglia è rimasto sempre la comunicazione, la pubblicità e la cura dell’immagine

È in quest’ambito che, negli anni Ottanta, la stilista matura grande attenzione per il Festival di Spoleto. E nel suo ruolo di responsabile della comunicazione, sceglie di legare il marchio Fendi alla manifestazione.

Fra i vari progetti, nel 2016 ha finanziato il restauro della Fontana di Trevi a Roma, dove ha poi organizzato una sfilata scenografica per festeggiare i 90 anni dalla sua fondazione.

La sfilata-evento a Fontana di Trevi, dopo il restauro finanziato dalla maison Fendi (Fonte: roma.repubblica.it)

Credo molto all’importanza e al valore della bellezza come cultura e formazione – aveva detto in un’intervista Carla Fendi. “Questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale. È ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente. Questo è il mio credo, e in questo metto tutte le mie energie”.

 

Patrizia Cicconi