Il partito di Putin, Единая Россия (Russia Unita), ha dichiarato di voler utilizzare per le prossime campagne elettorali regionali gli strumenti di intelligenza artificiale e di rete neurale artificiale (Ann, Artificial Neural Network) per generare simulazioni di orientamenti politici dell’elettorato.

Il motivo di questa decisione si celerebbe dietro al tentativo di evitare episodi di “demonizzazione” e di “satirizzazione”, citando il vice-segretario Sergej Perminov; tutte definizioni che si possono brillantemente tradurre con un’aspra lotta al pensiero trasversale e alle ingerenze straniere che possono confutare i risultati elettorali previsti dai sondaggi.
GigaChat, la ChatGPT russa
Utilizzando i dati acquisiti si punta ad ampliare il consenso, rivolgendo dei programmi politici ideali prodotti dall’intelligenza artificiale e quindi proposti su misura del cittadino. Si parla in tal senso di “campagne virali”, Perminov punta ad una narrazione cybernetica forte, che accompagni la vita quotidiana dell’elettore, come un reel in tendenza, così il piano del partito deve integrarsi allo scrolling sui social dell’utente: “stiamo facendo le analisi preventive per allargare al massimo le forme di espressioni”. A tale scopo, saranno usati sia sistemi di tecnologia neurale come la nota ChatGPT, ma anche altre AI di produzione russa, come GigaChat di Sberbank, così da generare contenuti vivaci, likegrabber e fortemente inclini all’ironia e alla immediata divulgazione.
Gli obiettivi a lungo termine
Le elezioni in questione si terranno il 10 settembre in un unico giorno utile per tutte le votazioni di 21 soggetti federati e saranno nient’altro che un esperimento politico, volto a perfezionarsi con la campagna presidenziale del prossimo anno, di cui si pronostica l’ennesima vittoria di Putin. Quelle che Sergej Perminov identifica come ingerenze straniere, quindi, verranno confinate a meri tentativi di proporre ideali differenti dal modello del partito di Putin, impedendo ogni possibilità di “formare scenari del futuro alternativi”.
La digitalizzazione dell’ars oratoria
A riguardo, le critiche circa l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella propaganda politica sono state piccate su più versanti, perché la stessa porterebbe ad una inevitabile eradicazione del senso critico e oratorio, tipico della politica tradizionale, che comunque ha subito negli anni più e più trasformazioni, complici senza dubbio le piattaforme social; allo stesso tempo però provocherebbe l’enorme vantaggio di targhettizzare con maniacale precisione il messaggio da incanalare al bacino d’utenza: minimo sforzo con il massimo della resa, così la Russia sarà terreno fertile di questa sperimentazione.
Articolo di Mario Marrandino
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