Prima le pesanti accuse mosse da Fabrizio Corona su Falsissimo contro Signorini, poi le denunce, l’autosospensione dai suoi impegni a Mediaset e i nuovi ricorsi dei suoi legali per fermare l’ex re dei paparazzi e proteggere la sua immagine e reputazione. Quasi sempre, l’ex conduttore del Grande Fratello Vip ha scelto di far parlare la legge e i suoi avvocati per lui, rimanendo in silenzio, se non per un editoriale pubblicato su Chi in cui, seppur senza mai fare un riferimento diretto alla vicenda, spiegava il valore del silenzio che “Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo”.
Intercettato dal Corriere della Sera, Alfonso Signorini ha risposto alle domande del giornalista che lo ha contattato, raccontando come ha vissuto questi mesi difficili: “L’unico modo per sopravvivere a questi mesi è stato quello di isolarmi dal resto del mondo“, ha dichiarato. Il conduttore ha poi commentato un altro tema emerso in questi giorni, relativo a una presunta chat tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia: “Apprendo ora da voi della chat tra Ranucci e Boccia. Posso solo dire che non sapevo di appartenere a un fantomatico ‘giro gay’, per giunta in così ‘amabile’ compagnia“. E poi “Mi intriga molto l’identità del misterioso signor B. Io rimango fermo al signor K. Ma dubito che la signora Boccia frequenti Kafka“. Nello scambio di messaggi, il conduttore di Report e Maria Rosaria Boccia parlano di una “lobby gay di destra“. “Ho visto Cerno (allora direttore de Il Tempo, ndr) a L’aria che tira, è davvero scandaloso“, scrive Boccia. Ranucci la avvisa: “Quello è un altro del giro, giro gay, pericolosissimo“. E poi: “Amico di Marco Mancini, giro gay“, riferendosi all’ex dirigente dei servizi segreti. “Come Signorini“, aggiunge Boccia. “Sì“, risponde Sigfrido Ranucci. “E il signor B.“, conclude lei.
Il contesto dopo le accuse di Corona e Medugno a Signorini
Le parole di Signorini arrivano dopo settimane difficili, segnate dalle accuse mosse nei suoi confronti. Il direttore ha più volte ribadito di aver vissuto quella fase cercando di proteggere la propria stabilità emotiva e professionale, scegliendo un profilo basso e limitando le apparizioni pubbliche.
La vicenda continua a muoversi su più livelli mediatici, tra dichiarazioni, prese di posizione e commenti pubblici.





