Se sulle passerelle uomo della Primavera/Estate 2027 gli abiti hanno spesso scelto la strada del minimalismo, il beauty ha deciso di fare esattamente l’opposto. A rubare la scena durante la Paris Fashion Week non sono stati solo i look firmati Comme des Garçons, Rick Owens o Yohji Yamamoto, ma soprattutto acconciature e make-up che sembravano usciti da un film di fantascienza, da un’installazione d’arte contemporanea o direttamente dalla vostra FYP alle tre di notte. Perché se il trend degli ultimi anni era il famoso “clean boy aesthetic”, adesso la parola d’ordine sembra essere una sola: sperimentare.
Capelli alieni, ciglia bianche e farfalle tra i capelli: il beauty della Paris Fashion Week è completamente fuori controllo
Uno dei momenti più virali è arrivato da Comme des Garçons Homme Plus, dove i capelli… semplicemente non erano più capelli. Al loro posto comparivano lunghissime strisce di tessuto modellate a mano dall’hairstylist Takeo Arai, trasformando ogni modello in una specie di scultura vivente. Il risultato? Un mix tra aliencore, haute couture e performance artistica che ha completamente cancellato l’idea tradizionale di acconciatura. D’altronde Rei Kawakubo non è nuova a queste provocazioni: sulle sue passerelle il beauty non serve mai a essere “bello”, ma a raccontare una storia.
Lo stesso Arai si è poi divertito ancora di più durante la sfilata di Comme des Garçons Shirt, dove ha avuto carta bianca per creare hairstyle coloratissimi, pieni di movimento e volumi quasi impossibili. Sembravano disegni animati trasformati in capelli veri, con colori pop e forme che sfidavano letteralmente la gravità. Più che un’acconciatura, un’opera d’arte ambulante.
Anche Kiko Kostadinov ha scelto di reinventare completamente il concetto di hairstyling. L’hairstylist Tomihiro Kono si è ispirato alle linee geometriche realizzate dai barber nella cultura hip hop e nei tagli afro, ma senza utilizzare rasoi o forbici. Il trucco? Elastici neri e fasce applicati strategicamente per creare disegni grafici direttamente sulla testa dei modelli. Un’illusione ottica minimalista che sembrava scolpire i capelli senza toccarli davvero e che si sposava perfettamente con l’estetica architettonica della collezione.
La collezione Hysteria è la più particolare
Se pensavate che il make-up uomo fosse ancora sinonimo di “effetto naturale”, Jeanne Friot vi farà cambiare idea. La collezione, intitolata Hysteria, ha trasformato i modelli in creature quasi inquietanti grazie a ciglia dipinte completamente di bianco, lenti a contatto rosa, pennellate fluo sugli occhi e segni grafici intorno allo sguardo. Un beauty volutamente disturbante che gioca sul contrasto tra delicatezza e stranezza, dimostrando ancora una volta come il make-up possa essere uno strumento narrativo e non soltanto estetico. E sì, ogni singolo prodotto utilizzato era waterproof, perché con i quaranta gradi di Parigi anche l’arte deve sopravvivere all’ondata di caldo.
Tra i look più poetici della settimana spicca anche Sean Suen, dove i capelli sembravano essere stati spettinati dal vento pochi secondi prima dell’inizio della sfilata. Ciocche leggere, volutamente imperfette, accompagnate da piccole farfalle colorate adagiate tra i capelli come se si fossero fermate lì per caso. L’effetto era delicato, romantico e quasi surreale, con un richiamo continuo alla trasformazione e alla libertà, due temi centrali della collezione.
Ma la voglia di rompere gli schemi non si è fermata qui. Rick Owens ha continuato a spingere sul suo immaginario post-apocalittico, Dries Van Noten ha sperimentato con dettagli beauty fuori dagli schemi, Yohji Yamamoto ha confermato la sua estetica dark e teatrale, mentre Undercover e IM Men hanno trasformato copricapi e accessori in vere e proprie estensioni dei capelli, cancellando completamente il confine tra moda e hairstyling.





