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Allegra Gucci, chi è la figlia di Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani: “Ora dico la verità”

Allegra Gucci per la prima volta parla dell’omicidio del padre, dell’incarcerazione della madre, per lei uno tsunami quando aveva solo 14 anni. La figlia di Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani ha atteso 27 anni per dire la sua verità. Allegra Gucci ha vissuto un incubo ma che va ben oltre quello che possiamo immaginare. Non solo suo padre era stato assassinato e sua madre per questo era in carcere ma racconta anche degli squali che le giravano intorno mentre lei cercava solo una bolla per respirare. Era il 27 marzo del 1995 e un killer mise fine alla vita di suo padre, Maurizio Gucci, erede del famoso brand. Per quell’omicidio venne condannata l’ex moglie, madre di Allegra, Patrizia Reggiani, accusata di avere assoldato il sicario.

27 anni dopo Allegra Gucci, figlia della coppia, con la primogenita Alessandra, racconta per la prima volta la sua verità, il suo vissuto, la sua elaborazione e la sua nuova vita nelle 208 pagine del memoir ‘Fine dei giochi’, in uscita il 15 marzo per Piemme.

Fine dei giochi è dedicato al padre, perso a 14 anni. “È venuto il momento di condividere le mie parole non più soltanto con te, caro papà. C’è molto da dire. La mia verità, la tua verità, la nostra verità. Quella storia che è lì che aspetta di uscire allo scoperto da troppo tempo”, scrive. La molla per raccontarsi è stato proprio il film di Ridley Scott con Lady Gaga nel ruolo di sua madre Patrizia e Adam Driver in quello di suo padre Maurizio, lo definisce sul Corriere della Sera di oggi ”una pessima caricatura”. Il successo del film, carico di candidature ai Golden Globe, ai Bafta, ai Critics’ Choice e per trucco e acconciatura anche agli Oscar (fatalità il 27 marzo) ha riportato all’attenzione di tutti quel caso clamoroso. Il libro è un dialogo immaginario tra la figlia e il padre. Allegra ricorda: il rapporto con il padre, con la madre, oggi 73enne, passata per una lunga carcerazione; con la nonna tiranna, quello controverso con Paola Franchi, la compagna del padre all’epoca del delitto. “Tra mio padre e mia madre ci fu una storia bellissima durata 13 anni e interrotta dalla separazione avvenuta nel 1985. Il loro matrimonio non è finito a causa della Franchi come spesso riportato dai giornali: l’allontanamento risale ad almeno 7 anni prima della loro relazione. La Convenzione di convivenza – un documento riportato nel libro e agli atti ndr – attesta la volontà di mio padre di non volersi sposare più” spiega Allegra Gucci nell’intervista a Vanity. “Franchi non era la moglie di mio padre, non era mia madre né tantomeno era un’amica. Quando nel 1998 mia madre è stata giudicata colpevole, Franchi si è rivolta al Tribunale per i Minorenni indicando che io e il mio patrimonio eravamo ‘allo sbando’ e che lei si offriva per tutelare me e i miei interessi. Un altro schiaffo. Io, figlia di un padre assassinato e di una madre incarcerata, dovevo subire anche questo. Paola Franchi non ci ha mai dato tregua”, prosegue.

Altre parole, ancora più dure, sono per la nonna materna che definisce ‘manipolatrice’: “Per lei esistevano solo il denaro e il potere che ne discende”. Allegra dice la sua verità su Giuseppina Auriemma, detta “la maga”, la cui influenza su Reggiani fu secondo la Gucci, fondamentale per il delitto e di Loredana Canò, compagna di cella. Ma il cuore del libro è proprio la madre, “per 17 anni sono andata a trovarla ogni mercoledì e venerdì che Dio ha mandato in terra”. Una donna che è “come il negativo di una falena: è attratta dal buio. Per molti anni io e mia sorella abbiamo creduto nell’innocenza di nostra madre. Per poi scoprire dalla televisione e da sue mezze frasi che non era così. È stato terribile. Mi sono arrabbiata, e dopo la rabbia ho provato a capire se quella donna fosse mia madre oppure no. Ma non riesco mai a capire chi sia veramente. E ogni volta che provo a cercare uno spiraglio, fallisco”. Che cosa sogna oggi? Al Corriere risponde: “La serenità. E che mia madre un giorno mi abbracci e mi dica: “Ti voglio bene”.

Allegra Gucci smonta alcune imprecisioni del film d Scott

“Ho fatto questa intervista, ho scritto questo libro perché ho due figli piccoli. Vedendo il clamore suscitato dal film House of Gucci, non volevo crescessero senza sapere la verità. Ho ricostruito i ricordi pezzo per pezzo. A volte ho provato dolore, altre un senso di liberazione. È la mia lettera a mio padre Maurizio. Perché mio padre Maurizio è sempre qui”.

Racconta di Paola Franchi, allora compagna del padre, che a poche ore dall’omicidio organizzò un trasloco dalla loro casa. Racconta anche della nonna Silvana: “A cui interessava soltanto il denaro e il potere che ne discende”. Di sua madre: “Non riesco mai a capire chi sia veramente. E ogni volta che provo a cercare uno spiraglio, fallisco”.

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