Amelie Nothomb, è nata a kobe, in Giappone, il 13 Agosto del 1967. Scrittrice belga da 18 milioni di copie vendute in tutto il mondo, in Italia pubblica con la casa editrice Voland, alla quale ha giurato fedeltà assoluta. Ad oggi ha pubblicato 21 romanzi, che hanno vinto in Francia, i premi letterari più importanti. Si divide, in realtà, fra Parigi e Bruxelles, dopo una vita da nomade, dovuta al lavoro del padre. Personaggio amato e riconosciuto al pari di una pop star, Amelie Nothomb è famosa per la sua eccentricità: veste sempre di nero, indossa cappelli bizzarri e imponenti, e porta sempre con sé, quei quaderni dove afferma di scrivere solo a mano.

L’infanzia e la gioventù itinerante

Come figlia di un diplomatico, rampollo di un’antichissima e nobile famiglia belga, la scrittrice seguì la famiglia nei suoi continui cambiamenti di sede. Afferma di ricordare tutto della sua infanzia, a partire dall’età di due anni, al punto da vivere come uno sradicamento il trasferimento dal Giappone alla Cina avvenuto quando ero solo una bambina. La tappa successiva fu New York dove entrò in contatto con la cultura occidentale vera e propria, frequentò il liceo Francese e si appassionò per breve tempo alla danza classica.

Ma l’esperienza che più la segnò portandola a vivere di libri, per evadere dalla realtà che aveva intorno, fu il Bangladesh. “Ho vissuto in uno dei paesi più poveri al mondo”, scrive la Nothomb, che è sopravvissuta leggendo Proust, Stendhal, Flaubert, e sviluppando un rapporto morboso con la sorella maggiore, che le porterà entrambe all’anoressia. Infine all’età di 17 anni si stabilisce in Belgio, dove si laurea in Filologia classica.

Amelie Nothomb ritratto-fonte web
Amelie Nothomb ritratto-fonte web

L’inquietudine, la scrittura, il successo

Forse a causa delle varie peregrinazioni in giro per il mondo, Amelie Nothomb non riesce inizialmente ad integrarsi in quello che è il suo paese d’origine, e subito dopo la laurea torna in Giappone. Ma nel paese tanto amato, adesso, da adulta, si rende conto che vivere da donna non solo non è facile, ma le preclude libertà fondamentali. Dopo la terribile esperienza vissuta nella scuola dove assunta come traduttrice, finirà invece a fare la guardiana di toilette, inizia a scrivere la sua esperienza. Ne verrà fuori Stupori e tremori che verrà pubblicato molti anni dopo il libro che la porterà al successo.

Tornata in Belgio infatti, darà alle stampe Igiene dell’assassino che le porterà un successo enorme, che mai ha subito battute d’arresto. Fra i titoli più famosi, oltre quelli già citati, ricordiamo: Uccidere il padre, Né di Eva né di Adamo, Sabotaggio d’amore, Acido solforico, Biografia della fame, dove racconta l’anoressia, malattia dalla quale lei, al contrario della sorella, è riuscita ad uscire.

Lo sguardo della Nothomb-fonte web
Lo sguardo della Nothomb-fonte web

Il metodo, lo sguardo sul mondo

Amelie Nothomb è molto disciplinata, scrive quattro ore al giorno, in genere la mattina dalle 4 alle 8. Decide di pubblicare un solo libro all’anno nonostante riesca a scriverne diversi. Il suo sguardo sull’essere umano viene definito chirurgico, lei stessa attribuisce agli occhi l’importanza più grande.

Gli occhi degli esseri viventi possiedono la più straordinaria delle proprietà : lo sguardo (..). Nulla è più eccezionale dello sguardo. È qualcosa di inesprimibile, nessuna parola, esprime,neanche lontanamente, la sua strana essenza. Eppure lo sguardo esiste. Poche sono le realtà che hanno un tale livello di esistenza.

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