Analisi Oscar 2020: sceneggiatura originale

Quarto appuntamento della nostra rubrica dedicata agli Oscar 2020, si parla di sceneggiatura originale. Testa a testa tra Baumbach e Tarantino.

Il potere di qualcosa di nuovo… ma quanto nuovo?

Il giornalista inglese Christopher Booker, di recente scomparso, scriveva nel suo saggio del 2004 Le sette trame fondamentali: perché raccontiamo storie che esistono solo sette basi narrative in tutta la storia umana. Una teoria per niente azzardata, quando diamo uno sguardo al concetto di sceneggiatura originale a Hollywood: le storie ritornano cicliche, le scene di un matrimonio di Bergman diventano di Baumbach, Tarantino riscrive la storia di Hollywood rimischiandone i miti. Si racconta di nonne che se ne vanno, di prima guerra mondiale, di rivincita del proletariato, immagini e concetti che fanno parte dell’identità stessa della storia umana. Cosa premierà allora l’Academy? Sicuramente l’inventiva di riscrivere l’immaginario collettivo in modo coinvolgente e trascinante, il guizzo della piccola trovata geniale nelle storie che si raccontano da quando esiste il concetto di narrazione.

Storia di un matrimonio verso l'Oscar per la sceneggiatura originale
In corsa per la miglior sceneggiatura originale Storia di un matrimonio.
(Photo by Google.)

Scene da un matrimonio

Al top della lista delle nostre previsioni c’è sicuramente il grande successo Netflix Storia di un matrimonio, il melodramma familiare scritto e diretto da Noah Baumbach che ha emozionato il pubblico di Venezia, Toronto e Telluride. Ispiratosi alle sue vicende personali, Baumbach potrebbe arrivare alla seconda nomination e prima vittoria in questa categoria, dopo essere stato nominato nel 2006 per Il calamaro e la balena, altro dramma dolceamaro, cifra stilistica dell’autore americano.

A dargli filo da torcere ci potrebbe essere un altro regista-sceneggiatore che già ha vinto due volte in questa categoria: Quentin Tarantino, premio Oscar per aver scritto Pulp Fiction e Django Unchained. Se Baumbach scrive di un matrimonio che si sfalda, Tarantino ci offre un’inusuale visione malinconica e dolcemente revisionista della storia di Hollywood, poco sangue ma molte emozioni e un bellissimo rapporto d’amicizia al centro del suo C’era una volta a… Hollywood. Un punto a favore di Baumbach potrebbe proprio essere la doppietta già ottenuta da Tarantino e la possibilità che questa volta l’iconico regista de Le iene potrebbe vincere il suo primo Oscar per la regia.

C’era una volta a… Hollywood.
(Photo by Google.)

Saghe familiari d’oriente

In ottima posizione nella categoria troviamo anche la regista e sceneggiatrice Lulu Wang, nata a Pechino ma cresciuta negli States, che in The Farewell racconta della propria famiglia e delle proprie radici culturali con fare ironico e delicato. Il film è stato un grande successo al Sundance, potrebbe vedere un paio delle sue attrici nominate e si presenta come una delle sceneggiature più acclamate dell’anno.

Ancora dall’Asia giunge un altro enorme successo di quest’anno, Parasite, scritto e diretto dal coreano Bong Joon-ho. La saga familiare che parte come commedia e finisce in tragedia ha affascinato Cannes e ha vinto la Palma d’Oro grazie al suo equilibrio di humor, tensione e riscatto sociale. Il film sta ottenendo buoni risultati anche al botteghino americano e non sono da escludere diverse nomination nelle categorie più importanti.

The Farewell.
(Photo by Google.)

Un debutto e un ritorno

Preparato un po’ in sordina, il dramma bellico 1917, scritto e diretto dal premio Oscar Sam Mendes (American Beauty) sta proprio in questi giorni conquistando la critica americana e sta ottenendo ottime recensioni proprio per la sceneggiatura, cosa rara per un film di guerra.

Molto meno rari sono invece i consensi per la creatività comica di una commedia ben scritta, e La rivincita delle sfigate, debutto alla regia dell’attrice Olivia Wilde, potrebbe essere la scelta ideale se l’Academy avesse voglia di qualcosa di divertente e divertito, ma con tanto cuore. La storia d’amicizia di due “brave ragazze” che decidono di provare la vita estrema stile high school tutta in una notte (ovviamente quella prima della cerimonia dei diplomi) ha ottenuto critiche eccellenti, ma potrebbe remargli contro un botteghino al di sotto delle aspettative.

La rivincita delle sfigate.
(Photo by Google.)

Tutti gli altri in corsa

L’attore Jordan Peele nel 2017 entrò negli annali come primo afro-americano a vincere un Oscar in questa categoria, per il suo debutto alla regia nell’horror Scappa – Get Out. Peele è tornato quest’anno con un altro horror sul filo del rasoio tra esoterismo, psico-thriller e satira, lo splendido Noi, la cui sceneggiatura potrebbe arrivare almeno a una nomination.

1917.
(Photo by Google.)

Alla prossima settimana con gli attori protagonisti!

Intanto potete…

Leggere la nostra analisi sul miglior attore non protagonista.

Leggere la nostra analisi sulla miglior sceneggiatura non originale.

Leggere la nostra analisi sulla miglior attrice non protagonista.

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