Una ragazza di vent’anni si reca in clinica per cambiare il contraccettivo monouso che impedisce l’ovulazione. Qualcosa va storto e il contraccettivo le finisce molto vicino al polmone.
Un anticoncezionale che finisce nel polmone
E’ a Ravenna il caso di malasanità. La vittima è una giovane donna di vent’anni, che si era recata in clinica privata per cambiare il dispositivo di contraccezione monouso, inserito nel 2014. Al momento dell’inserimento però, la barretta di quattro centimetri che avrebbe dovuto essere inserita nel braccio, è migrata fino al lobo polmonare destro; secondo i medici non è possibile operarla, essendo una zona pericolosa. La ragazza iniziò ad accusare problemi fisici a Maggio scorso e si presentò per la rimozione preventiva della barretta, il ginecologo però, non era riuscito a trovarla. Solo una TAC eseguita a Giugno ha infatti permesso di scoprire la nuova posizione della barretta, e dopo essersi presentata presso la clinica di Sant’Orsola, i medici le hanno consigliato l’operazione, prima di scoprire che avrebbe rischiato troppo. Ora la ragazza ravennate deve convivere con la barretta contraccettiva che migra nel suo corpo e non solo: rischia la sterilità e quindi l’impossibilità di diventare madre in futuro. Per questi motivi ha infatti deciso di rivolgersi alla magistratura.
Il ginecologo è indagato
Ad essere indagato è il ginecologo, il quale sembra abbia lasciato l’incombenza del nuovo inserimento ad un’infermiera. Il gip Janos Barlotti ha affidato una specifica perizia medico-legale alla presenza sia degli avvocati del ginecologo, sia di quelli della ragazza. Entro 60 giorni verrà depositata la risposta ai quesiti del tribunale.
Sofia Cilli.





