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April Ashley: chi è la prima modella trans della storia

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Quando la moda cambia la società e il costume: ecco la storia di April Ashley, prima modella trans

Quest’oggi raccontiamo la storia della pioniera che, negli anni ‘60, ha rappresentato la comunità transgender nell’industria moda.

Non è semplice comprendere il funzionamento del mercato dell’immagine. Quando si parla di moda e inclusione, non possiamo fare a meno di notare qualcosa. Ovvero come, soprattutto nell’ultimo decennio, l’industria moda abbia compiuto dei significativi passi avanti.

Ovviamente quelli da compiere in avanti sono molti ancora. Soprattutto in termini di rappresentazione della diversità, in quanto le molteplicità dei corpi sono di gran lunga superiori ai modelli che ci propone l’industria dell’immagine. Ma considerando ogni tappa attraversata da metà 900 ad oggi, niente va sottovalutato. A partire dalla prima modella transgender ad avere successo, tra gli anni ‘50 e ’60, nell’universo fashion: April Ashley.

April Ashley: la prima modella trans della storia

Il simbolo della modella non è mai stato un simbolo di particolare inclusione, né al livello di tipologia di corpi né di spettro di genere. Figuriamoci per la rappresentatività queer. Nel passato questo era quanto mai preponderante.

Sebbene il settore del modeling sia cambiato radicalmente dall’epoca, molto c’è da fare. Parliamo di un periodo in cui essere dichiarati transgender era sufficiente a interrompere qualsiasi carriera rimarchevole. Tuttavia è proprio a pioniere come April Ashley che si deve rendere grazie. Col il loro lavoro adesso tantissime modelle della stessa comunità, trovano il loro posto nel sistema moda senza nascondere la propria identità. 

Ashley è una modella britannica, nata a Liverpool nel 1935. La donna, non solo è stata la prima modella transgender di successo, ma anche una delle prime a subire un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso. Lo fece all’età di 25 anni. La sua carriera prese il volo poco dopo, quando una coppia di amiche, le attrici Sarah Churchill e Julia Lockwood, la convinsero a trasferirsi a Londra nel 1960.

April Ashley fotografata da David Bailey
April Ashley fotografata da David Bailey

«Sapevano tutti della mia operazione, sapevano tutti chi ero. A nessuno dei fotografi fregava niente del mio passato. Mi volevano nel loro portafoglio».

April Ashley

La carriera di Ashley April

In una manciata di mesi dal suo debutto, la modella cambiò vita. Cominciò a ottenere lavori per editoriali e sfilate, a diventare celebra.

Ma il suo momento clou arrivò con l’apparizione su British Vogue, scattata dal fotografo David Bailey.

«Provenire dai vicoli di Liverpool, e trovarsi nelle situazioni più glamour…è stato un sogno diventato realtà»

April Ashley

Infatti la donna ha raccontato che era proprio posando in lingerie che venne considerata come una vera e propria sex symbol dell’epoca. Tuttavia, il suo cammino si interruppe prematuramente.

Il sogno di April Ashley si interruppe bruscamente nel 1961, quando i tabloid resero pubblica la sua storia di transizione.

Discriminata, emarginata: come la transessualità viene rappresentata nella moda?

Fu proprio dopo la rivelazione da parte di una conoscente che la sua carriera crollò. La curiosità atroce è che lui vendette questa informazione per sole 5 sterline.

La notizia portò tutti i marchi a smettere di lavorare con lei. Infatti, nonostante la modella avesse cercato di ricominciare la sua carriera firmando con un’agenzia in Spagna, nulla cambiò. Da quel momento i contratti vennero interrotti anche all’estero. Tuttò andò a rotoli una volta che la notizia venne divulgata.

Non possiamo però negare una cosa.

Va detto che il suo successo e la sua resilienza sono state di enorme ispirazione per le modelle transgender arrivate subito dopo, da Tracey Africa Norman a Caroline Cossey, sino alle più contemporanee Hunter Schafer e Indiya Moore.

April Ashley oggi:

Nel 2013 un’intera mostra è stata dedicata ad April Ashley al Museum of Liverpool, ripercorrendo la sua vita e il suo divenire un’icona.

Ma, soprattutto, vogliamo ricordare una cosa fondamentale. Cruciale è statp il suo contributo nel creare un mondo e un’industria moda in cui chiunque può e deve essere rappresentato. Portando di fatto, le modelle e i modelli transgender di oggi, non solo ad avere un percorso lavorativo ricco e orgoglioso, ma anche ad avere sempre più agenzie di moda che vogliano rendere giustizia tanto alla loro bellezza quanto a chi sono nel mondo.

Articolo di Maria Paola Pizzonia
per BRAVE GIRLS

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma e Fumettista per la Scuola Romana del Fumetto. Ha conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Assistente di redazione per Pagine Edizioni. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Mangiatori di Cervello, Octonet. Redattrice di Metrò per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente.

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