Secondo un’indagine dell’FBI, a gennaio il rapper statunitense Gucci Mane sarebbe stato vittima di un’imboscata armata e sequestrato in uno studio di registrazione di Dallas da un gruppo di altri musicisti, appartenenti alla sua stessa etichetta. A guidarli sarebbe stato Pooh Shiesty, nome d’arte di Lontrell Williams Jr. Proprio quest’ultimo gli avrebbe puntato contro una pistola, obbligandolo a sciogliere il suo contratto, di cui era insoddisfatto, firmando una serie di documenti; in seguito, lo avrebbe rapinato. Otto persone, coinvolte nella vicenda, sono finite in manette, mentre una è ancora in fuga.

Pooh Shiesty avrebbe sequestrato e minacciato Gucci Mane: cos’è successo

«Le vittime in questo caso si sono recate a Dallas per svolgere attività commerciali legittime e sono state accolte con armi da fuoco e violenza», ha dichiarato giovedì in una conferenza stampa Ryan Raybould, procuratore degli Stati Uniti per il distretto settentrionale del Texas, dove è stata presentata la denuncia. Secondo la dichiarazione giurata, il presunto scontro è avvenuto il 10 gennaio, dopo che le tre vittime erano volate a Dallas per quello che credevano fosse un incontro di lavoro in uno studio di registrazione. I pubblici ministeri hanno affermato che, a organizzare tutto, sarebbe stato Pooh Shiesty. «Una volta che questi tre uomini si sono trovati all’interno dello studio di registrazione, Williams Jr. e otto complici, molti dei quali provenienti da Memphis, nel Tennessee, hanno messo in atto un’occupazione coordinata e armata».

L’atto di accusa afferma che Pooh Shiesty avrebbe chiesto di parlare in privato con il proprietario dell’etichetta discografica in una sala di registrazione. Quest’ultimo sarebbe entrato nella stanza con l’artista, suo padre e il rapper Big30, il cui vero nome è Rodney Wright. Shiesty avrebbe mostrato dei documenti relativi alla rescissione del contratto e avrebbe intimato a Gucci Mane di firmare. Ne sarebbe dunque scaturita una discussione, durante la quale Pooh Shiesty avrebbe estratto quella che sembrava essere una pistola tipo AK e lo avrebbe costretto ad assecondarlo, impossessandosi poi della fede nuziale, dell’orologio, degli orecchini e del denaro contante del produttore. Una volta usciti dalla stanza, gli altri imputati avrebbero estratto delle armi da fuoco e avrebbero chiesto i beni anche alle altre due vittime, strangolando poi una di loro fino a farle perdere i sensi.

Federica Checchia