Il prossimo film di Luca Guadagnino era destinato a parlare dell’ultima frontiera dell’industria cinematografica: l’intelligenza artificiale. In particolare, il regista di Chiamami col tuo nome, avrebbe raccontato il caso Sam Altman e la Open IA di cui è CEO. Purtroppo però tutte le luci del film si sono spente, e forse, questo film, non lo vedremo mai. Il film dal titolo Artificial sarebbe al centro di uno dei casi più insoliti e sospetti degli ultimi anni. Questo perché la pellicola sarebbe stata bocciata da Amazon e da numerosi altri produttori. Cosa sta succedendo?
Porte chiuse ad effetto domino
Dopo il passo indietro di Amazon MGM, diversi operatori del settore hanno avuto la possibilità di visionare la pellicola. Tra questi Netflix, Focus Features, Warner Bros Clockwork e A24. Tutti però avrebbero deciso di non procedere con l’acquisizione. Colpisce, in particolare, il “no grazie” di A24, dal momento che tra i suoi investitori c’è la Thrive Capital di Josh Kushner il quale è anche uno dei più importanti finanziatori di OpenAI. Cosa ci dice tutto questo? Artificial, ancora in fase di post-produzione, potrebbe non arrivare mai alla luce, ma ciò che spaventa è la manovra di censura che sta emergendo dalle case di produzione. Forse i produttori sarebbero rimasti tiepidi a causa dello scarso successo dell’ultimo film di Guadagnino After The Hunt. O forse c’è qualcosa della storia di Altaman che non deve trapelare?

La ricerca di una nuova distribuzione sarebbe ancora aperta: non è da escludere che la situazione sia meno problematica di quanto appaia al momento e che il film sia semplicemente in attesa dell’accordo giusto, ma per ora si tratta soltanto di ipotesi prive di conferme. Al momento resterebbero interessate Mubi (che di Guadagnino ha già distribuito Queer) e, secondo alcune ricostruzioni, anche Neon.
La sinossi del film
Artificial è ispirato alla clamorosa crisi che nel 2023 ha coinvolto OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, licenziato e poi reintegrato nel giro di pochi giorni. A interpretarlo è Andrew Garfield, affiancato da Ike Barinholtz nei panni di Elon Musk. Amazon MGM avrebbe dovuto inizialmente distribuire il film, salvo poi cambiare idea senza fornire una spiegazione ufficiale.
È giusto ricordare, però, che pochi mesi fa Amazon ha firmato un accordo da 50 miliardi di dollari proprio con OpenAI, e che da quanto emerge dalle prime proiezioni private emergerebbe un ritratto particolarmente negativo dei protagonisti: Altman sarebbe rappresentato come un mitomane compulsivo, mentre Musk come un personaggio a dir poco sgradevole.
I film scomodi e la loro triste sorte
Il caso di Luca Guadagnino ci ricorda un’altra storia del cinema, di non molti anni fa. Era il 2017 quando il film Loro, diretto da Paolo Sorrentino, Premio Oscar per La Grande Bellezza, inizia la sua fase di distribuzione. Esce al cinema nel 2018, regolarmente, ma qualcosa poi si blocca. Negli anni successivi all’uscita diventa praticamente introvabile in Italia, come dvd, streaming, clip. Un film che sembra quasi non essere mai esistito. Oggi sono veramente in poche le persone che sono riuscite a vedere il film. Ma perché?
Loro raccontava la vita e la carriera dell’ex premier Silvio Berlusconi. Il presidente però appariva nel film avviato verso il tramonto della propria parabola politica. La storia quindi avrebbe raccontato una versione di Cavaliere e dell’Italia molto decadente, diversa perciò dall’attualità politica del Paese. Ma il sospetto che il film fosse stato bloccato a cause delle troppe verità scomode che raccontava è in vita in noi da tanto tempo. Eppure con certezza non lo sapremo mai. In ogni caso, se i film scomodi hanno il baratro come destinazione, che speranze abbiamo per il cinema, di far riflettere e di generare il sano confronto?
Ciò che spaventa è che, sia per Loro che per Artificial, ci sia stato un disegno censorio, volto a ledere le rispettive visioni d’autore. Se la politica entra nella distribuzione di un film, sarà davvero possibile pensare l’arte come libera ed eterna? o basterà avere un pensiero controcorrente per rischiare l’invisibilità?
Doriana Gatta





