Asilo pubblico: in Italia solo un bambino su dieci

Settembre è il mese che segna l’inizio del nuovo anno scolastico, ma secondo le ultime statistiche emerge che è sempre più ampio il divario tra asilo privato e asilo pubblico, soprattutto in termini di accesso.

A pagarne il prezzo più alto sono soprattutto le famiglie con un reddito svantaggiato, che non possono far riferimento a strutture private.

Il rapporto “IL miglior inizio – Disuguaglianze e Opportunità nei primi anni di vita”, diffuso da Save the Cildren, non lascia dubbi: in Italia un bambino su dieci ha accesso all’asilo pubblico.

Questo quanto emerge dall’indagine pilota condotta tra marzo e giugno 2019 in dieci città e provincie italiane, quali: Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste.

Un numero decisamente inferiore rispetto gli standard europei.

La povertà educativa va combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso valide politiche di sostegno alla prima infanzia, oggi carenti nel nostro Paese, evitando così che proprio le fasce più deboli ne paghino le conseguenze” Raffaella Milano, direttrice dei Programmi d’Italia – Europa di Save the Cildren

Il Sud sempre più svantaggiato

In termini di servizi il divario tra nord e sud, è sempre più tangibile.

Basti pensare che in regioni come la Calabria e la Campania, rispettivamente il 2,6% ed il 3,6% dei bambini frequenta un asilo pubblico.

Una percentuale che aumenta laddove ci sono genitori disoccupati, soprattutto madri.

La scolarizzazione infantile riduce le disuguaglianze

L’accesso all’asilo riduce drasticamente le disuguaglianze non solo in termini sociali ma anche in termini di apprendimento.

I bambini che hanno frequentato un asilo nido hanno risposto in maniera efficace al 47% dei quesiti.

Anche in ambito matematico, ad esempio più del 14% dei bambini scolarizzati in età precoce, riconosce tra i 6 e i 10 numeri, rispetto il 9,6% per coloro che sono rimasti a casa.

Dunque lo sviluppo cognitivo passa anche per un approccio precoce ai servizi didattici.

L’eterno dilemma di tante mamme, se sia un bene oppure no mandare i propri figli in età precoce a scuola è stato risolto.

Basta solo cercarne uno, sempre che sia pubblico.

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