Tennis

ATP 250 Montpellier: è Jannik Sinner il favorito?

Dopo le due settimane di Australian Open che hanno visto oggi uscire vincitore per la nona volta Novak Djokovic, si ritorna a giocare anche i 250. Domani infatti prenderanno il via i tornei di Cordoba, Singapore e Montpellier. Tanti italiani in campo, con Sonego e Sinner protagonisti nel torneo francese che probabilmente rappresenta quello con più talento nel tabellone. È Jannik il favorito per la vittoria finale?

Tante insidie per Sinner e Sonego a Montpellier

I due azzurri si trovano nella stessa complicata parte del tabellone. Per Lorenzo Sonego la partita di domani non è impossibile ma nemmeno da prendere sottogamba. Avversario del piemontese – che a Melbourne ha collezionato un’uscita al primo turno a Murray River e una al secondo turno all’Australian Open – è Hugo Gaston. Il ventenne colombiano attuale n.168 del ranking ATP è reduce da una semifinale Challenger ed è un giocatore da tenere d’occhio. Sinner ha avuto, come spesso capita, non troppa fortuna nei sorteggi e affronterà Aljaz Bedene, n.57 del mondo. Quella di Jannik è l’unica partita del primo turno tra due tennisti presenti nella Top 60 mondiale.


Forte del titolo conquistato a Melbourne l’altoatesino resta il favorito per il passaggio del turno e, chissà, anche del torneo. A Montpellier ci sono solo due tennisti nella Top 25 (le prime due teste di serie, Bautista-Agut e Goffin), ma non per questo mancano giocatori in grado di piazzare un colpo a sorpresa. Proprio dalla parte di Sinner e Sonego troviamo, oltre il sopracitato Goffin, gente abbastanza interessante: i finalisti di Delray Beach, Hubert Hurkacz e Sebastian Korda; i giovani Alejandro Davidovich Fokina e Benjamin Bonzi (vincitore del Challenger di Potchefstroom e finalista in quello di Istanbul); i “vecchi” in cerca di riscatto, Jo-Wilfred Tsonga e Andy Murray (finalista al Challenger di Biella).


Nella parte superiore del tabellone la concorrenza è forse un po’ meno agguerrita, ma anche lì non manca qualità. La testa di serie numero 1, Roberto Bautista-Agut, è alla ricerca di un titolo che manca ormai da più di due anni. Il n.27 del mondo, Dusan Lajovic, all’AO ha trovato il miglior risultato in carriera in uno Slam e adesso è in cerca di risultati anche in tornei minori. Ugo Humbert ha iniziato male il 2021, ma l’anno scorso ha dimostrato a tutti di che pasta è fatto. Jan-Lennard Struff (n.37) e Nikoloz Basilashvili (n.40) non sono giocatori che si vedono spesso nelle fasi finali di un torneo, ma rappresentano comunque avversari ostici da affrontare. Un tabellone duro insomma, ma, spinte patriottiche a parte, trapela comunque un certo ottimismo su una possibile vittoria di Sinner (o magari di Sonego).

Altri 3 pezzi d’Italia tra Cordoba e Singapore

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Cecchinato – Photo Credit: https://twitter.com/federtennis/status/1318931932109996033/photo/1

Non poteva perdersi il primo torneo del circuito maggiore sulla terra Marco Cecchinato, che dopo le eliminazioni al primo turno in Australia vuole prendersi qualche soddisfazione sulla sua superficie prediletta. Anche il 250 di Cordoba appare abbastanza complicato, per la presenza di numerosi terraioli agguerriti. Dalle prime due teste di serie, Schwartzman e Paire, ai giovani Seyboth-Wild, Kecmanovic e Cerundolo, passando per chi qualche titolo sulla terra ce l’ha, come Londero, Pella, Delbonis, Carballes-Baena, Ramos-Vinolas e Jarry. Non dimenticando l’altro azzurro, Gianluca Mager, che sulla terra di Rio l’anno scorso aveva trovato il miglior risultato in carriera.


A Singapore infine troviamo Roberto Marcora, in un torneo che, rispetto ai due qui sopra, trasuda meno talento. Basti pensare che le prime due teste di serie del torneo sono Adrian Mannarino (n.36) e John Millman (n.39). Troviamo, sì, tennisti interessanti e “vecchie glorie” come Bublik, Nishioka, Harris, Gulbis e Cilic, ma se andiamo a vedere l’ammontare di titoli vinti da tutti i giocatori del torneo negli ultimi tre anni, scopriamo che questi sono appena 5. Insomma, non proprio il livello di uno Slam, ma pur sempre un 250 che può risultare avvincente.

ENRICO RUGGERI

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