Almeno 19 morti e 50 feriti a Kabul. È questo il bilancio provvisorio riportato da Al-Jazeera che cita una fonte del ministero degli Interni del governo talebano dopo le notizie arrivate dalla capitale afghana.

Le due forti esplosioni si sono registrate nei pressi dell’ospedale militare Sardar Mohammad Daud Khan Hospital. La prima è avvenuta di fronte alla struttura che ospita 400 posti letto, mentre la seconda è avvenuta sempre nelle vicinanze.

L’ultimo attentato nella capitale afghana risale al 3 ottobre scorso, quando almeno cinque persone morirono in un’esplosione nei pressi della moschea Id Gah a Kabul, in un attentato rivendicato dallo Stato Islamico. L’ospedale Sardar Mohammad Dawood Khan, il più grande ospedale militare del Paese, fu attaccato nel marzo 2017 da assalitori vestiti da personale medico, un’operazione poi rivendicata dall’Isis nella quale morirono circa 100 persone

Al momento non è pervenuta alcuna rivendicazione, ma l’agenzia di stampa Bakhtar cita alcuni testimoni secondo cui alcuni miliziani dell’Isis sarebbero entrati nell’ospedale e avrebbero aperto il fuoco contro le forze di sicurezza. “Sono all’interno dell’ospedale, abbiamo sentito una grande esplosione al primo checkpoint, sento anche degli spari”, ha dichiarato una fonte all’agenzia France Presse.

Stando a quanto riportato dalla Reuters, un operatore sanitario dell’ospedale militare di Kabul è riuscito a fuggire, affermando di aver sentito una forte esplosione seguita da diversi spari. Circa dieci minuti dopo avrebbe udito una seconda esplosione. Ricordiamo che l’Isis ha sferrato diversi attacchi – in particolare contro moschee – nelle ultime settimane.

Aggiornamento ore 12: Il commando che ha assaltato l’ospedale militare di Kabul ha provocato almeno 19 morti e 43 feriti. A riferirlo è al-Jazeera, che menziona una fonte del ministero dell’Interno afgano. Un jihadista dell’Isis si sarebbe fatto esplodere a bordo di un’autobomba e altri tre miliziani dello Stato Islamico hanno aperto il fuoco uccidendo diverse persone all’interno dell’ospedale.