L’attentato a Kabul e l’odio verso l’istruzione

Autobomba esplode vicino a degli studenti universitari

Un nuovo attentato a Kabul, questa volta con l’obiettivo di colpire la gioventù afghana. Un’autobomba è esplosa vicino ad un gruppo di studenti, in fila per accedere ad un esame universitario. Un attentato che si è macchiato del sangue di otto giovani che con ogni probabilità avrebbero fatto parte del futuro del Paese. Ad anni di distanza dal Golpe che portò al comando i Talebani, il loro eco torna a farsi sentire, col medesimo modus operandi: distruggere il patrimonio intellettuale dell’Afghanistan.


Da cosa nasce però l’odio alla base dell’attentato a Kabul di questa mattina?
Estremismo religioso e cultura non sono mai andati d’accordo. Basti ricordare la Rivoluzione Iraniana che portò al comando dell’Iran l’ayatollah Khomeini. Basti anche solo ricordare il nostro passato, macchiato dalle inquisizioni del periodo 1500-1700 contro gli scienziati.
Il caso dell’Afghanistan però tocca i giorni a noi vicini e tocca uno Stato che identifica appieno il fallimento dell’esportazione di Democrazia di stampo occidentale. Tocca inoltre tutti noi, in un momento storico nel quale essere additati come istruiti equivale quasi ad essere untori di peste bubbonica.
Il Mondo nel suo complesso è scosso dall’odio verso le élite accademiche, anche nei Paesi dell’Unione Europea. L’attentato di oggi avvenuto nel lontano Afghanistan dovrebbe però portarci a riflettere. Può davvero l’odio verso l’istruzione essere la soluzione ai problemi?

Se uccidere otto persone che avrebbero potuto rappresentare la speranza futura di un Paese è il massimo dell’espressione di questa corrente di pensiero, la risposta non può che essere negativa. Anzi, proprio la paura verso di essa dovrebbe dimostrare la sua reale forza propositiva.
Le otto vittime dell’attentato a Kabul saranno presto dimenticate dai mass media, tuttavia la loro morte non dovrà essere vana. Dovrà ricordarci la reale forza dell’istruzione ed il vigore con cui dobbiamo affrontare tutti coloro che, senza scrupoli, cercano di combatterla.