Vi è mai capitato di essere assaliti dallo sconforto quando, perlustrando gli annunci di lavoro, incappate nell’azienda di turno che è alla ricerca di neolaureati con almeno 10 anni di esperienza nel settore? Sicuramente Audra Winter, la protagonista di questa vicenda, non si sarebbe tirata indietro di fronte una richiesta tanto assurda. La scrittrice 22enne di cui parleremo, infatti, ha basato buona parte della comunicazione presentandosi sul BookTok come una figura esperta e con alle spalle la stesura di 10 romanzi.

La comparsa della Winter sul BookTok

Audra Winter BookTok - Photo Credits Goodreads
Audra Winter BookTok – Photo Credits Goodreads

Audra Winter è una giovane scrittrice indie che, attraverso il self publishing, è riuscita a vendere un numero considerevole di copie del suo libro: The Age of Scorpius. La narrazione, contro ogni aspettativa del pubblico (e della scrittrice stessa), verte su una conclusione tutt’altro che positiva. La vendita proficua del suo lavoro decennale ha lasciato gli acquirenti delusi, in quanto l’opera appare tutt’altro che degna di essere pubblicata. La differenza tra presentazione del progetto e prodotto destinato alla vendita è abissale, facendo sentire chi l’ha acquistato vittima di scam.

L’operato della Winter inizia nel 2021 con la pubblicazione di video su TikTok destinati a presentare Gardian, il worldbuilding in cui si svolge la narrazione del suo libro fantasy. Pur essendo riuscita a ottenere supporto per il progetto, non è stata più attiva sui social per molto tempo. Il suo ritorno sugli schermi avviene nel 2024 con un filmato emotivamente coinvolgente in cui racconta di essere stata “scaricata” dalla sua agenzia letteraria. Pare che la società, a detta della scrittrice, si sia allontanata dal genere fantasy/fantascienza e che questo l’abbia spinta ad auto pubblicarsi.

Il desiderio di Audra è apparso a molti come ambizioso, soprattutto se si osserva l’obiettivo a 360°. Riuscire a scrivere, promuovere e vendere il proprio libro in giovane età non solo è difficile, ma richiede un dispendio economico non indifferente. Pur di non rinunciare alla totale libertà del prospetto ha avviato alcune raccolte fondi, una tra queste su Kickstarter (sito destinato a promuovere progetti creativi indipendenti). È riuscita così a vendere in preordine la bellezza di 6.000 copie. Un risultato tanto notevole da generare delle aspettative elevate, non solo per il pubblico, ma per la scrittrice in sé. 

La valutazione disastrosa di The Age of Scorpius

Chi ha scelto di acquistare il suo romanzo fantasy lo ha fatto a scatola chiusa, una decisione apparsa ad alcuni poco saggia, specie se non si ha avuto modo di leggerne neanche uno stralcio. In realtà non è questione di poca furbizia degli acquirenti. È stata la scrittrice abile nel promuovere il concetto e a fissare delle aspettative basate sulla sua conoscenza nel settore. Audra ha affermato di aver scritto ben 10 romanzi prima di giungere a quello pubblicato, trascorrendo oltre 10.000 ore a scrivere. Ha evidenziato gli anni di esperienza forgiati da corsi di scrittura e premi accademici. In aggiunta la Winter ha ottenuto grande scalpore dopo aver detto di essere seguita dallo stesso editor di Hunger Games. Un curriculum sorprendente che, suo malgrado, non è stato presentato adeguatamente in The Age of Scorpius. Un libro che ad oggi è valutato su goodreads 1.51 stelle su 5.

L’aspetto grafico e l’editing

Il problema non riguarda la trama, bensì il modo in cui è stato scritto e venduto. Il pubblico l’ha valutata come la stesura di una prima bozza mai revisionata. Un flusso di coscienza ricco di ripetizioni e refusi, assolutamente non degno del prezzo di vendita. La Winter ha giustificato i flussi di coscienza e le ripetizioni come naturali, visto che la protagonista della storia è neuro divergente proprio come lei. Dichiara di essersi sentita poco compresa a causa della sua diversità e che l’incomprensione si è riflessa anche nella sua opera. Un tentativo giudicato scarno da chi ha letto il libro, specie perché l’ha considerato di difficile comprensione. Gli errori grossolani e i refusi, presenti anche nella versione digitale, l’hanno spinta a ritirare il prodotto promettendo una revisione attenta e un arricchimento dell’aspetto grafico. 

Questa dichiarazione ha scatenato non poche polemiche. Il pubblico non è interessato all’aspetto grafico, ma a un contenuto godibile. Infatti, dopo la vendita delle 3.000 copie iniziali, ha istituito un vero e proprio team composto da sei persone. Queste figure assunte dopo un sostanzioso guadagno sono state inserite per le grafiche e le animazioni, nessuno però è stato impiegato per l’editing. Gli acquirenti hanno da subito apprezzato la facciata dell’opera, ma si aspettavano un prodotto pari al livello che la scrittrice ha affermato di poter garantire. I clienti hanno iniziato a porsi delle domande in merito alle competenze decennali che la stessa ha assicurato di avere. 

I problemi di una comunicazione poco trasparente

La comunicazione ha avuto delle pecche fin dal principio, partendo dall’uscita datata 27 giugno 2025, giorno in cui è ufficialmente uscito il libro. La scrittrice ha prontamente risposto ai feedback in modo arrogante e sicuro di sé, non lasciando spazio al confronto e all’accettazione di critiche costruttive. Giorgia D’Aversa ha riportato un’analisi dettagliata del caso, sottolineando anche quando sia complesso mantenere tale facciata a 22 anni. Le prime incongruenze sono emerse in merito ai 10 romanzi scritti e all’editor di Hunger Games, un traguardo quasi inverosimile. I 10 romanzi su cui ha fatto leva si sono scoperti essere la riscrittura di The Age of Scorpius, idea concepita all’età di 12 anni. L’editor di Hunger Games invece si è rivelato una persona facente parte del team di pubblicazione, ruolo ben diverso da quello indicato. 

Il caso di Audra Winter appare come una conseguenza diretta della società capitalista. Una realtà in cui è obbligatorio performare e dimostrare di non essere indietro rispetto ad altri. Il tutto affiancato dalla costante sensazione di non fare abbastanza e che, per poter avere successo, sia necessario scrivere il primo romanzo in età sempre più giovane. Come dimostrato dagli eventi, la rincorsa perpetua della fama, anche quando non si è mentalmente preparati a gestirla, può facilmente ribaltarsi negativamente. Difatti i suoi follower hanno notato come Audra si sia affannata per dimostrare che i commenti negativi ricevuti non avevano fondamenta, sfruttando a suo favore la leva emotiva utilizzata anche in precedenza.

L’estetica come fine, non più come mezzo

La scrittura è indubbiamente una forma d’arte che, come si evince dalla vicenda apparsa sul BookTok, ha subito delle profonde evoluzioni. Queste, però, non è detto che siano positive. L’arte dello scrivere è diventata con impellenza un trend sui social, un aspetto quotidiano da romanticizzare o a cui ambire. Si è diffusa la credenza secondo cui tutti possono farlo e, che se lo desiderano davvero, devono iniziare il prima possibile. È diventato essenziale precorrere i tempi, le reali competenze o più banalmente l’esperienza ottenibile solo negli anni. Sminuire un lavoro tanto poliedrico alla mera rappresentazione grafica è lo specchio di una società che ricerca l’estetica, il bello, l’oggetto da collezionare. L’oggetto culturale nelle sue forme più diffuse diventa opinabile, laddove prende piede la copertina accattivante. L’estetica del libro, da sempre sfruttata come mezzo per presentare parte del lavoro, sta diventato più comunemente il fine ultimo dell’opera.

Stefania Cirillo